Apre a Presov il nuovo processo al barone della droga kosovaro Baki Sadiki

La Corte distrettuale di Presov ha aperto ieri 1° ottobre un nuovo processo a carico di Baki Sadiki, un kosovaro albanese boss della droga condannato in contumacia nel 2011 a 22 anni di carcere per traffico di eroina dalla Turchia in Slovacchia. Il verdetto era stato annullato un mese fa dalla Corte regionale, appellandosi a presunte condizioni imposte dalle autorità del Kosovo, prese in occasione dell’estradizione, per rifare il processo. La cosa sarebbe stata confermata da un consigliere del Ministro della Giustizia del Paese al quotidiano slovacco Sme, ma il ministero a Bratislava contesta tale cosa, e intende presentare appello. Dal canto suo l’imputato, una volta portato in Slovacchia, ha sostenuto di non essere stato a conoscenza della sua condanna e ha chiesto che venga riesaminata.

Il processo a Sadiki sarà pubblico, con l’accusato presente in aula, e il procedimento si basa ancora sull’imputazione originale di aver introdotto dalla Turchia un carico di eroina nascosto tra cartoni di sandali da spiaggia. Sadiki è stato arrestato, dopo diversi anni di latitanza, nell’ottobre del 2012 nell’ambito di un’operazione Interpol, e nel mese di dicembre un tribunale kosovaro ha assentito all’estradizione dell’uomo in Slovacchia.

Sme ha scritto l’11 settembre che la decisione del Kosovo di estradare Sadiki è dovuta all’accordo per il diritto dell’imputato a un nuovo processo (il Kosovo non riconosce i giudizi in contumacia), ma questa condizione non è elencata nella documentazione ufficiale di estradizione tra i due paesi che il ministero slovacco gli ha fatto avere. Il Ministro slovacco della Giustizia Tomas Borec fa notare di aver soltanto citato, nella richiesta di estradizione risalente al novembre scorso, il fatto che l’imputato ha il diritto secondo la legge slovacca a chiedere un nuovo processo – ma senza alcuna garanzia che questo gli venga concesso. Il dipartimento, che ritiene la deliberazione della Corte distrettuale di Presov non corretta sotto entrambi i profili, procedurale e giudiziario, sta ora pianificando alcuni passi legali per opporsi alla decisione di un nuovo processo, e ha già ottenuto un consenso pressoché unanime da parte della Commissione Giustizia del Parlamento.

Ma un eventuale appello del ministero finirebbe presumibilmente nelle mani della Corte Suprema, il cui presidente Stefan Harabin era stato considerato in passato “vicino” al trafficante kosovaro. Harabin ha ripetuto, in una conferenza stampa di qualche giorno fa, di non avere avuto alcuna relazione con Sadiki, e contesta la veridicità della trascrizione di una conversazione telefonica che lui avrebbe avuto con Sadiki nel 1994, definendola un falso dell’intelligence. Quella trascrizione fu la base di una mozione di sfiducia a suo carico nel 2008 quando era Ministro della Giustizia nel primo governo Fico. La mozione fu guidata da Daniel Lipsic, allora all’opposizione come ora, ma ancora membro effettivo di KDH. La Corte distrettuale di Bratislava I, tuttavia, condannò nel settembre 2012 la Procura generale a pagare danni ad Harabin per 150 mila euro per aver confermato l’autenticità della trascrizione.

Secondo l’accusa, Sadiki era, con altri due uomini, membro di un gruppo organizzato che nel 2007 e nel 2008 ha importato almeno 120 chilogrammi di eroina dalla Turchia alla Slovacchia, distribuendola poi in Polonia, Svizzera e Italia. La droga era sufficiente a produrre oltre 336.000 dosi, per un valore di oltre 3,35 milioni di euro.

(Fonte Sita)

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

  

  

  

 SKG Auto & Tir Services s.r.o.

Vai al sito

novembre: 2017
L M M G V S D
« Ott    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930  

ARCHIVIO

Dal diario di una piccola comunista

pubblicità google