Made in Italy: il fascino e la storia della moda del Novecento in un nuovo portale

Un capitolo splendido della creatività italiana è dato dalla moda e ora on-line c’è il Portale Archivi della Moda del Novecento (www.moda.san.beniculturali.it), promosso dalla Direzione generale per gli archivi del Ministero per i beni e le attività culturali. “Il Portale – spiegano alla Direzione generale – ha l’obiettivo di salvaguardare un patrimonio storicizzato nel quale si è sedimentata la memoria della moda e di avvicinare in modo semplice ed amichevole un pubblico non solo specialistico alle fonti archivistiche, bibliografiche, iconografiche, audiovisive conservate dalle imprese del settore, dalle associazioni di categoria, dalle scuole di formazione, dalle agenzie e riviste specializzate, ecc.).

Il Portale degli Archivi della Moda consente di accedere, tramite diverse opzioni di ricerca, a tali contenuti, passando dalla descrizione degli archivi aziendali alla visualizzazione dei materiali in essi contenuti (prodotti, disegni, bozzetti, fotografie, documentazione amministrativa e contabile), nonché di consultare biografie, percorsi tematici, schede di approfondimento, informazioni sulla storia della moda del Novecento in Italia e nel mondo.

Attraverso il Portale sono visibili 2.200 prodotti di imprese della moda, 150 complessi archivistici, 550 oggetti digitali, oltre a 25 percorsi tematici, 80 biografie e a una storia della moda nel Novecento, articolata per decenni.

La sezione La moda, ieri e oggi fornisce un sintetico profilo della storia della moda del Novecento, il secolo che si è aperto nel segno del dominio incontrastato della moda francese e si è chiuso all’insegna della competizione fra diverse capitali della moda che ambiscono ad imporsi come arbitri del gusto e dell’eleganza.

Decennio dopo decennio, con il corredo di un essenziale apparato iconografico e di brevi cenni biografici, relativi ad alcuni protagonisti di questa storia, vi si trova ricostruito il percorso che ha portato la moda italiana ad affermarsi sui mercati internazionali, passando attraverso la ricerca, nella prima metà del secolo, di un’autonoma matrice culturale e la successiva conquista dell’emancipazione dalla subalternità alla leadership parigina. I documenti, le fotografie, le testimonianze audio e video, la digitalizzazione e catalogazione di numerosi prodotti creati dalle Case di moda, si integrano con la descrizione di complessi documentari conservati presso gli Archivi di Stato o individuati nel quadro delle attività di censimento, svolte sotto il coordinamento delle Soprintendenze archivistiche.

La sezione Strumenti di ricerca consente una ricerca delle fonti bibliografiche presenti nel Portale,  collegato all’OPAC SBN, grazie a cui è possibile individuare le biblioteche che possiedono i testi ricercati e accedere alla scheda anagrafica della singola biblioteca, fornisce, inoltre, un Lemmario: guida per la catalogazione dell’oggetto “abito” e degli elementi vestimentari, corredata da illustrazioni esplicative delle singole voci e un Vocabolario: estratto dal Lemmario con una selezione di voci con la relativa descrizione.

Il Portale, aperto ad ulteriori implementazioni, intende così contribuire a far conoscere a una vasta utenza uno dei settori trainanti del made in Italy in cui l’imprenditorialità è riuscita a coniugarsi con l’arte e la creatività”.

(Fonte italiaitaly.eu)

Nell’immagine, bozzetto dell’abito “Il pretino” delle Sorelle Fontana, creato per Ava Gardner nel 1956 e copiato per Anita Ekberg per una scena di La dolce vita di Federico Fellini (1960).

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