Castello di Rusovce, 40 milioni per ristrutturarlo in vista della Presidenza UE

Il Castello di Rusovce sarà sottoposto a un profondo restauro a partire dal 2014. L’intenzione è di inaugurarlo come sede di rappresentanza della Repubblica Slovacca entro il 1° luglio 2016, quando la Slovacchia assumerà per la prima volta la Presidenza semestrale dell’Unione Europea. Il Ministero delle Finanze in collaborazione con l’Ufficio del Governo hanno presentato alla riunione dell’esecutivo dello scorso mercoledì una proposta di finanziamento per i lavori che andranno ad interessare il complesso di proprietà dello Stato alle porte della capitale.

Il castello, insieme al parco e alle scuderie saranno ristrutturati per un importo di circa 40 milioni di euro, risorse che dovrebbero arrivare dal meccanismo finanziario dello Spazio economico europeo (SEE), dai fondi norvegesi e da donazioni che ci si aspetta da fondazioni, organizzazioni civiche e imprese private, senza andare a pesare di fatto sul bilancio dello Stato in un momento in cui il governo è impegnato a manovre di consolidamento del deficit. La proposta prevede che denaro statale sarà utilizzato solltanto per fornire gli anticipi delle spese, in attesa della copertura con i finanziamenti alternativi. Secondo il Ministro delle Finanze Kazimir, ci sarebbe già un certo numero di aziende che si sono impegnate a sottoscrivere donazioni dell’ordine di 20-25 milioni di euro, aziende che però il ministro si è rifiutato di nominare. Nel 2012 il governo aveva stanziato 900 mila euro per la ricostruzione, soldi che sono spendibili fino alla fine di quest’anno, e questa sarebbe l’unica cifra a carico dello Stato.

Oltre all’edificio principale, eretto nel XVI secolo in stile gotico inglese sulla pianta di un più antico fabbricato, e al circostante parco inglese, saranno rimessi a nuovo anche altre strutture, anche loro parte del complesso appartenente al patrimonio culturale nazionale, come le scuderie, che saranno messe a disposizione del comune e delle associazioni civili. Il parco, collegato alla pista ciclabile del Danubio, polmone verde e spazio per il tempo libero dei cittadini locali e non solo, sarà anche utilizzato per una varietà di manifestazioni culturali. La proprietà è stata oggetto di una lunga disputa con l’Ordine benedettino, che nel 1946 lo ricevette in eredità dall’ultimo proprietario, il principe ungherese Elemer Lonyay, prima di venire requisito due anni dopo dal governo comunista della Cecoslovacchia.

(La Redazione)

foto gerebics-lajos/panoramio

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