Italia: parte da Pompei la scommessa su cultura e turismo

È uno dei più prestigiosi simboli dell’Italia nel mondo, ha vissuto negli ultimi anni degrado e abbandono, ora deve essere la leva per il rilancio della cultura e anche del turismo e dell’economia. Pompei è storia, arte, cultura, civiltà, un bene architettonico e artistico così vasto e così antico che nessun altro paese ne ha uno simile. Ogni anno il sito archeologico accoglie oltre due milioni di visitatori. Da Pompei può partire il rilancio della cultura e del turismo in Italia, dopo un lungo periodo di disattenzione che ha portato l’Unesco a minacciare il ritiro del riconoscimento di Patrimonio dell’umanità.

L’area archeologica di Pompei, emblema dell’antica civiltà romana, ha fama mondiale. Sepolta durante la violenta eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., la città è stata riportata alla luce grazie agli scavi promossi da Carlo III di Borbone a partire dal 1748. Per salvare Pompei si è mossa anche l’Europa, che ha stanziato 105 milioni di euro per un vasto piano di interventi. Il ministero per i Beni e le attività culturali ha messo a punto il Grande Progetto Pompei, finanziato con fondi europei, con importanti attività di recupero e mitigazione del rischio idrogeologico.

Tra gli interventi previsti c’è il restauro degli apparati decorativi delle domus della Venere in conchiglia e di D. Octavius Quartio. Lo splendido edificio della Venere in conchiglia ha una parete su cui è raffigurato un ricco giardino e una finestra aperta sul mare dominato dalla splendida dea in una conchiglia. Importanti anche i restauri della Casa del marinaio, della Casa dei Dioscuri, della Casa delle pareti rosse, della Casa del criptoportico, della Casa di Sirico, una grande abitazione tornata alla luce nella seconda metà dell’Ottocento e costituita dall’aggregazione di due dimore, una con ingresso da via Stabiana 25 e l’altra da vicolo del Lupanare 47. Intanto stanno per tornare all’antico splendore gli affreschi e i mosaici della Villa dei misteri, costruita nel II secolo a.C., per la quale sono stati stanziati 900mila euro. La tutela di Pompei deve estendersi alle altre aree campane seppellite dalla pioggia di ceneri e lapilli con l’eruzione del 79, ossia Ercolano, Stabia e Oplonti.

Il rilancio di Pompei è legato anche al recupero della legalità nella zona e alla eliminazione di squallidi episodi di sfruttamento, abusivismo e microcriminalità. Contro i rischi di infiltrazioni malavitose, scarsa trasparenza negli appalti e tempi non rispettati per la realizzazione del progetto si sono mobilitati i ministri dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Massimo Bray, e della Coesione territoriale, Carlo Trigilia. «A Pompei – ha dichiarato il ministro Bray – abbiamo creato un comitato per la trasparenza coordinato dal prefetto, e andremo avanti sempre con maggiore convinzione per portare a compimento entro il 2015 i bandi che godono dei finanziamenti europei. È una risposta chiara all’Europa e a coloro che ci chiedono azioni forti per Pompei». Per il ministro Bay Pompei è una priorità del governo e una risorsa per il Paese.

(Felice d’Adamo, via italiaitaly.eu)

Foto M.Pardy/flickr.com

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