Tap e Nabucco, l’Europa forse s’è desta!

Redatta la lista delle infrastrutture per diversificare gli approvvigionamenti di gas finanziate dalla Commissione Europea. Oltre al Gasdotto Trans Adriatico e al Nabucco, inseriti nella lista anche ITGI, IAP e Gasdotto Trans Baltico. Sia la TAP che il Nabucco si faranno, con buona pace della Russia e della politica energetica imperialistica del Cremlino. Nella giornata di lunedì, 23 settembre, la Commissione Europea ha inserito una serie di gasdotti nella lista delle infrastrutture che riceveranno fondi UE per la loro realizzazione. Come riportato dalla Reuters, la lista contiene innanzitutto il Gasdotto Trans Adriatico (TAP) l’unica infrastruttura che ha ottenuto il diritto di veicolare 10 miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan all’anno in Italia dal confine tra Grecia e Turchia attraverso l’Albania.

Altro gasdotto inserito nella lista della Commissione Europea è il Nabucco, progettato – ma poi scartato perché ad esso è stata preferita la TAP – per veicolare il gas azero in Austria attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria. Secondo indiscrezioni, tra i progetti finanziati dall’UE ci sarà anche il connettore ITGI – Turchia, Italia, Grecia – un progetto, parallelo alla TAP, concepito per veicolare gas in Italia dalla Turchia transitando attraverso le coste della Grecia del Mar Egeo. Altre infrastrutture potrebbero essere il Gasdotto Ionico Adriatico (IAP), che dal tratto in Albania della TAP trasporterà 5 miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan all’anno in Croazia attraverso Montenegro e Bosnia Erzegovina – e il Gasdotto Trans Baltico. Quest’ultima infrastruttura dovrebbe portare LNG importato in Polonia, presso il rigassificatore di Swinoujscie, in Lituania, ed aiutare così il Paese Baltico a diminuire la forte dipendenza dalla Russia.

Nella lista non è stato inserito il Southstream: gasdotto progettato dalla Russia per incrementare la quantità di gas russo esportata in UE attraverso un’infrastruttura dalle coste della Federazione Russa, il fondale del Mar Nero, la Bulgaria, la Serbia, l’Ungheria, la Slovenia e l’Italia, fino in Austria.

Dalla lista dei finanziamenti della Commissione Europea, si evince innanzitutto il pieno sostegno di Bruxelles alla TAP che, secondo indiscrezioni, potrebbe essere prolungata dall’Italia a Svizzera, Germania, Francia, Olanda e Gran Bretagna.

Il mantenimento in auge del Nabucco è un’importante notizia, perché comporta l’aumento dell’importazione di gas dall’Azerbaijan per diminuire la forte dipendenza energetica dalla Russia dei Paesi dell’Europa Centrale, che oggi soffrono l’utilizzo del gas come strumento politico da parte di Mosca.

La presenza dell’ITGI presuppone inoltre la realizzazione del progetto di importare gas da Cipro e Israele, che di recente hanno avviato lo sfruttamento di consistenti giacimenti di oro blu nelle proprie acque territoriali.

La notizia più rassicurante è l’esclusione del Southstream, che, come più volte ripetuto dal Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger, lede al progetto di diversificazione delle forniture di energia dalla Russia che l’UE ha, faticosamente, avviato.

La politica russa ostruisce l’UE – Vincere il Southstream è però impresa difficile, a causa della forte lobby filorussa che, sulla stampa e nei corridoi della politica, difende la politica energetica imperiale della Russia di Putin sopratutto in Francia, Germania, Italia ed altri Paesi UE fortemente filorussi. La politica energetica russa fa però molto male all’Europa, che, sotto la pressione del Cremlino, resta divisa e senza un unico piano d’azione. In particolare, lo scopo della Russia è quello di bloccare il progetto di diversificazione delle forniture di gas UE, e di mantenere la totale egemonia sopratutto in Europa Centrale.

(Matteo Cazzulani)

Foto morak faxe/flickr

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