Sulik: forse Svatopluk starebbe meglio da qualche altra parte

Il Presidente del Parlamento Sulik, dopo aver detto ieriche pubblicherà tutti i contratti d’appalto relativi ai lavori milionari del Castello di Bratislava,  ha anche aggiunto che formerà una commisione di esperti per giudicare se la statua di Svatopluk nel piazzale del castello di Bratislava è stata messa nel posto giusto oppure no. Sulik si chiede se la statua «non starebbe meglio da qualche altra parte», e ha messo a capo della commisione la storica Marina Zavacka dell’Accademia delle Scienze, attendendosi una sua pronuncia  nel giro di un paio di settimane.

La statua è stata oggetto di molte critiche, storiche e di opportunità. Di ieri l’ultima, l’azione dimostrativa dell‘associazione civica UM!, che pretende che la statua sia rimossa. Fra le altre cose, accusa UM!,  lo scudo del cavaliere Svatopluk riporterebbe una croce di Lorena, l‘emblema slovacco, ma con i due bracci orizzontali della stessa lunghezza, e circoscritti in un cerchio (la croce slovacca invece ha il braccio superiore più corto). Questo elemento ricorda molto da vicino il simbolo della Guardia paramilitare di Hlinka, che fu Guardia Nazionale durante la seconda guerra mondiale con il regime slovacco collaborazionista. Ladislav Vrtel, segretario della Commissione Araldica del Ministero degli Interni e autore di emblemi di Stato della Slovacchia, ha confermato che la croce sulla statua è controversa. «È stata utilizzata nel 1938 ed è ispirata ad una svastica in un cerchio».  Vrtel è però certo che la croce „sbagliata“ non sia stata usata intenzionalmente sulla statua, ma è semplicemente il risultato di ignoranza. In realtà su questo punto il direttore dell’istituzione culturale Matica Slovenska Stanislav Bajanik ha detto a Buongiorno Slovacchia di non essere d’accordo. „La croce a due bracci è un simbolo arrivato in Slovacchia da Bisanzio nel IX secolo, portato da Cirillo e Metodio che vennero a evangelizzare questo territorio. Ed è stata usata per mille anni quale rappresentazione della nazionalità slovacca (anche quando la Slovacchia entrò a far parte del regno d’Ungheria e ancora oggi la croce è presente anche nell’emblema magiaro, oltre che in quello slovacco). La croce a due bracci di uguale lunghezza, invece, è nata come variante nel Medio Evo, è quindi successiva a quella bizantina ma certo non risale al periodo del nazismo, dunque non può essere assimilabile alla svastica. E del resto la Guardia di Hlinka, quando si scelse un simbolo – non potendo usare l‘emblema di Stato – optò per questa versione della croce che ha molti secoli di storia». E aggiunge che quella versione della croce è ancora esistente nell’emblema attuale di qualche municipalità slovacca.

Tornando alla statua, non è fra le altre cose ancora chiaro chi abbia finanziato l’operazione. Le tre maggiori cariche dello Stato hanno dato vita ad una associazione per la raccolta di fondi, a cui poi molti politici – in particolare di Smer-SD – hanno dato un contributo, la statua sarebbe costata 270.000 euro, e i fondi raccolti sarebbero soltanto meno della metà. Rimane sconosciuto l’eventuale sponsor che ha sostenuto la differenza. La statua venne inaugurata, con molti effetti speciali e diretta televisiva, poco prima delle elezioni.

Gli storici hanno poi contestato la collocazione della statua al Castello di Bratislava. Jan Steinhubel, che si occupa del periodo della Grande Moravia all’Istituto Storico dell’Accademia delle Scienze (SAV), aveva dichiarato che la sede del regno di Svatopluk non era Bratislava, ma Mikulcice o Stare Mesto (nel sud della Moravia-Repubblica Ceca) e, forse, Nitra.

Inoltre gli artisti slovacchi hanno protestato per il lavoro commissionato (senza gara pubblica) allo scultore accademico Jan Kulich, che durante la ‚normalizzazione‘ post-68 e fino alla caduta del regime, fu rettore – di ideologia ortodossa – dell’Accademia di Belle Arti di Bratislava (VSVU), e realizzò opere pubbliche quali la statua di Lenin a Praga, il memoriale agli eroi (dell’Armata Rossa) di Dukla, e a Bratislava lo Slavin o il gruppo di rivoltosi partigiani in piazza SNP.

(La Redazione)

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