Sme: l’ONU si interessa ai raid della polizia negli insediamenti rom slovacchi

L’azione di polizia del 19 giugno scorso nell’insediamento rom in località Moldava nad Bodvou (regione di Kosice) è finito nella relazione dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Navi Pillay, che ha criticato la Slovacchia per la brutalità dell’operazione con almeno trentasette persone ferite che hanno dovuto ricorrere alle cure mediche. A riportarlo venerdì è il quotidiano Sme che puntualizza come Pillay punta il dito nella relazione sulla segregazione continuata dei rom in “molti paesi europei”, con particolare attenzione alla situazione in Slovacchia e Francia.

L’Alto Commissario fa riferimento alla relazione dell’Ombudsman slovacco Jana Dubovcova, il cui staff ha investigato il comportamento della polizia trovandolo non corretto. Un’altra indagine, del Ministero dell’Interno, non avrebbe invece trovato alcuna violazione degli ordini interni, e il Ministro degli Interni Robert Kalinak (Smer) ha accusato la Dubovcova di politicizzare la situazione.

Il 9 agosto scorso, scrive Sme, la Pillay ha chiesto alla diplomazia slovacca una relazione separata sull’altro radi di Budulovska. Il Ministero degli Affari esteri ed Europei ha confermato al giornale la richiesta, e ha spiegato che la risposta è in corso di preparazione in uno spirito di dialogo attivo e aperto. La Pillay ha inoltre raccomandato i governo di Slovacchia e Francia a riflettere sulle relazioni dei rispettivi Difensori civici. Ma ai primi di settembre, nota il giornale, il rapporto dell’Ombudsman è stato tolto dai lavori della Commissione parlamentare Diritti umani dal capo del Parlamento slovacco Pavol Paska.

(Red)

Foto: lukeredmond/flickr

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