I rom le vittime più comuni in Slovacchia del traffico di esseri umani

La polizia è intervenuta lo scorso anno in 37 casi di messa in schiavitù, la maggior parte dei quali nei confronti di donne, quattro di loro minorenni. L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) stima che circa 100 persone sono vittime della tratta all’estero ogni anno. Le vittime più frequenti provengono dai villaggi della regione di Kosice, e hanno in genere soltanto l’istruzione elementare, scrive oggi il quotidiano Sme.

I trafficanti spediscono queste persone per lo più verso il Regno Unito, l’Italia, l’Austria e il Belgio, ma anziché il posto di lavoro promesso le vittime sono costrette a lavorare in stato di schiavitù o a prostituirsi. La maggior parte delle vittime sono impiegate nel settore agricolo e alimentare, nelle costruzioni o sono costrette a commettere vari reati come truffe o rapine.

Il traffico riguarda anche intere famiglie, con le organizzazioni criminali che incassano i sussidi statali destinati ai nuclei famigliari inclusi i bambini. Sono comuni anche i matrimoni fittizi, conclusi tra donne rom e uomini pakistani, che così si guadagnano l’ingresso nell’area Schengen, una pratica in uso soprattutto nella zona di Glasgow, in Scozia, dove sono frequenti i contatti tra le due comunità.

Il Centro europeo per i diritti dei rom (ERRC) dice che circa il 60% delle vittime della tratta sono di etnia rom, e all’inizio di quest’anno il Ministero dell’Interno slovacco ha lanciato una campagna negli insediamenti di zingari per avvisare dei pericoli la popolazione.

(Fonte Sme)

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