Cent’anni fa l’incendio del ghetto di Bratislava

Il 17 maggio 1913, nella zona extramuraria del ghetto ebraico di Bratislava ai piedi del castello, scoppiò il maggior incendio mai visto in città. Sulle cause, le cronache del tempo dicono che era un sabato, quando intorno alle 14 in via Petőfi 5 (oggi via Beblavy) dalla stufa di una cucina le fiamme hanno raggiunto il tetto, e, a causa del forte vento, si sono velocemente diffuse nelle adiacenti strade Židovská, Mikulášská, Zámocká, Kapitulská, Kapucínská e Panenská.

Nel complesso, furono distrutte 69 case, con 722 famiglie senza tetto e danni enormi – secondo i calcoli, circa un milione e mezzo di dollari nella moneta di allora, come ha scritto Katarína Hradská nel suo scritto “Židovská Bratislava” edito nel 2008. Gli abitanti del ghetto, che stavano celebrando il Shabbat, scrive la Hradská, uscirono per le strade impotenti (la legge ebraica imponeva loro il riposo assoluto – vedi tra le azioni vietate anche spegnere un fuoco), nella convinzione che i soccorsi non erano lontani. I vigili del fuoco arrivarono rapidamente, ma spegnere l’incendio non fu così semplice. Ci vollero infatti sedici giorni per domare il fuoco, e gli sforzi congiunti di molti – volontari delle fabbriche cittadine, gruppi provenienti dai villaggi circostanti – che si unirono ai pompieri, e un treno speciale di vigili del fuoco arrivò addirittura da Vienna. La sinagoga, situata non lontano dalla cattedrale cattolica di San Martino, corse un forte pericolo, che fu sventato solo dall’improvviso mutare della direzione dei venti. Ricostruito l’abitato distrutto, il quartiere, e la sinagoga che ne era il simbolo, non superò indenne sessant’anni dopo l’attacco dei funzionari comunisti che decisero di costruire un nuovo, moderno ponte sul fiume Danubio, radendo al suolo una buona parte del ghetto.

Per ricordare il centenario dell’incendio, e ringraziare dopo un secolo coloro che hanno fatto tanti sforzi per domare le fiamme in quel drammatico frangente, il governatore della Regione di Bratislava Pavol Freso ha ieri dato un riconoscimento alla Brigata dei Vigili del Fuoco volontari, assegnando a 23 pompieri volontari un diploma per onorare il loro impegno, nel corso di un concorso internazionale di attrezzature storiche antincendio che si teneva nel parco del Castello di Rusovce.

Nell’incendio del 1913 morì una sola persona, un membro dei Vigili del Fuoco della fabbrica Klinger, e non a causa delle fiamme ma del cuore debole.

(La Redazione)

Foto: il ghetto dopo l’incendio (Judaica.cz)

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