Rom: Pollak, chi non lavora non prende il sussidio

Il plenipotenziario del governo per le questioni relative alle comunità rom Peter Pollak (OLaNO) ha presentato, come le ha chiamate lui stesso, le misure più severe della cosiddetta riforma rom. La legge, secondo lui, andrà a rimediare all’ingiustizia che esiste oggi tra coloro che hanno un lavoro e chi invece aspetta comodo a casa il sussidio sociale. Per spiegarsi meglio, Pollak, che è lui stesso di origini rom, ha utilizzato il proverbio slovacco “non c’è torta senza lavoro”. Chi ha davvero bisogno del sussidio dell’assistenza sociale riceverà il denaro solo se accetterà di servire la comunità con un lavoro non retribuito di 8 ore settimanali. La gente, ha sottolineato, non può ricevere soldi gratis. Questo sistema porterà equità, ha detto, e incoraggerà chi non ce l’ha a trovarsi un posto di lavoro.

La legge dovrebbe anche occuparsi di cosa fare con coloro che, benificiari dei sussidi sociali, non vengono puniti per i reati commessi. L’ultima delle tre misure presentate va a toccare la scolarizzazione dei bambini rom, in particolar modo la loro frequentazione degli istituti di istruzione. Se un bambino dovesse perdere 15 lezioni, specifica la norma, non avrà diritto al contributo statale per la frequenza scolastica.

(Red)

Foto: ndi.org

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