Calano gli slovacchi che lavorano all’estero

ll numero degli slovacchi che lavorano all’estero ha continuato a calare lo scorso anno a causa della crisi economica, secondo l’ultima relazione sulle migrazioni elaborato dall‘Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo (OECD). Il numero degli slovacchi che lavorano all’estero è diminuito a partire dal 2007. Mentre nel 2007 circa 186.000 persone hanno lavorato fuori dal paese, all’inizio del 2009 il numero era sceso a 125.000. Gli slovacchi sono tornati a casa lo scorso anno principalmente dalle destinazioni di lavoro tradizionali, come la Repubblica Ceca e la Gran Bretagna. Il flusso migratorio positivo, vale a dire l’afflusso di stranieri in Slovacchia, ha continuato invece a crescere secondo i dati ufficiali dal 2008. Il numero degli immigrati è passato da 14.800 a 16.500.

Comunque, secondo un sondaggio Eurobarometro della Commissione Europea, uno slovacco su dieci in passato ha vissuto, lavorato o studiato all’estero e la stessa percentuale sarebbe disposta a spostarsi fuori dalla propria regione per ragioni di lavoro. Andrea Elschek-Matis, capo della rappresentanza della Commissione Europea in Slovacchia, dice che i cittadini slovacchi dovrebbero essere più attivi nell‘utilizzare la libertà di movimento per lavoro o studio all‘estero. Ben il 60% degli europei guardano alla mobilità del lavoro come un beneficio per l’integrazione europea. Quasi la metà dei residenti dell’UE ritiene che la mobilità ha aspetti positivi anche per gli individui e circa un terzo pensa che è più facile per loro trovare posti di lavoro all’estero che a casa propria.

(La Redazione)

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