Foto del giorno: Košice, lo Street Art Communication Festival 2013

Si è tenuto a Košice nella terza settimana di agosto lo Street Art Communication Festival, un appuntamento per artisti internazionali di street-art, in particolare del murales di grandi dimensioni. Proponiamo qui, tratti dal sito ilgorgo.com, i lavori più interessanti realizzati su enormi pareti vuote di edifici della città da alcuni dei migliori graffitisti del settore. I testi e le immagini, parzialmente adattati da noi, sono di ilgorgo.com, che ha seguito l’evolversi delle giornate del festival.

Si parte con Robert ‘Tone’ Proch e Chazme (entrambi polacchi), che hanno unito gli sforzi per dare vita ad una delle facciate tra le migliori fin qui viste in questa parte dell’anno e non solo. Robert Proch e Chazme danno ampio sfogo a tutto il loro repertorio, i due artisti riescono nell’intento di trattare una superficie di queste dimensione come una grande tela sulla quale potersi esprimere, per questa collaborazione pescano in tutte le direzioni offrendoci un bella infornata di spunti e tematiche differenti.

Il lavoro è immerso in un moto perpetuo, la torre centrale sembra ruotare su se stessa e gli stessi uomini accovacciati danno l’impressione di muoversi, la componente astratta è chiaramente molto visibile specialmente nella parte centrale ed in quella in background ma qui anziché staccarsi va ad amalgamarsi al meglio con la parte figurativa realizzata da Robert Proch in un perfetto connubio visivo d’intenti. I character dipinti assumono le sembianze di grandi entità, quasi abbandonate a se stesse all’interno dell’opera che ne intacca il colore, le forme, creando vere e proprie intermittenze con figure più o meno piccole che ne compongono i corpi, proprio qui una forte dose di tinte scure, giochi di luce e tonalità vengono sfruttate per rimarcarne la presenza.

Proch e Chazme con questo risultato finale danno vita ad un opera complessa, dettagliata e minuziosa, tridimensionale nel suo movimento e profonda nei suoi giochi di colore, infine umana grazie alle espressioni dei malcapitati giocatori al tavolo e dal sorriso divertito del vincitore che permeano ed invadono i nostri pensieri.

Di seguito: Robert Proch e Chazme, Košice (clicca per zoomare)

C’è da stropicciarsi gli occhi guardando l’ultima meraviglia firmata Pener e Betz, i due grandi artisti sono stati invitati a dipingere una grandissima parete di circa 10 piani per il Street Art Comunication Festival che si arricchisce così, dopo la bomba firmata Robert Proch e Chazme, di un altro lavoro di assoluto spessore. Da quello che stiamo vedendo il Festival sta portando avanti una tematica principale figlia dell’unione di stili fortemente figurativi con componenti astratte, ecco perché la scelta di affidare a due star come Pener, con le sue geometrie, e Betz del duo Etam Cru, con i suoi delicati lavori figurativi, il successo di questo gigantesco spazio ci sembra assolutamente azzeccata. Con uno spazio di proporzioni epiche i due artisti conciliano gli sforzi tentando e trovandolo un equilibrio tematico, nella parte centrale del lavoro, letteralmente appoggiata, al limite del sospeso, sulla superficie si snoda il corpo di una fanciulla abito rosso e capelli blu, la stessa viene letteralmente trapassata da un corpo astratto, un velo che riprende gli stessi pigmenti, un taglio netto che parte dall’alto, si interseca e si sviluppa infine nella parte finale. Nella parte centrale infine si scatena un intricatissimo groviglio metafisico, è il cuore stesso dell’opera, occhi puntati sulla donna che tiene in mano quello che è un corpo di un uccello, ormai ridotto in scaglie fisiche che ne smembrano la figura per riconciliarsi con il grande fascio di colore, è un ultimo tentativo di guarigione, estremo e disperato, ammirate “The Healer”. Il risultato finale è un’opera a metà sospesa tra il mondo reale e quello immaginato, un caledoscopio di dettagli ed emozioni raccolti all’interno di un ventaglio di colori, linee, configurazioni e forme del mondo terreno, splendido.

Di seguito: Pener e Betz, The Healer, Košice (clicca per zoomare)

Proseguiamo il nostro coverage sui lavori realizzati in Slovacchia, tra le magie di Košice e del suo eccellente Street Art Comunication Festival infatti c’è l’ultima meraviglia firmata INTI, una gigantesca parete interamente coperta dall’artista con il suo inconfondibile stile. Attraverso un immaginario che riprende la cultura e la tradizione sud americana, in particolare quella del suo paese il Cile, INTI ne unisce le peculiarità visive avvicinandole a concetti moderni, il risultato sono personaggi bizzarri nella loro forma, nei loro abiti e nel loro particolare stile, il tutto infine viene elevato con l’utilizzo di colori accesi e belli carichi, giochi di ombre e gradazioni cromatiche, in un carnevale di dettagli. Dopo un periodo di pulizia generale, tornano per la rassegna slovacca i bei giochi di forme e configurazioni dove direttamente sopra la figura proposta vanno a collocarsi scritte e simboli come se si trattasse di un opera su più livelli e che nell’effetto finale vanno letteralmente a fondersi con la pelle e gli ornamenti del suo character proposto, l’effetto finale è quello di uno scarabocchio che copre più parti dell’opera, come se un bambino armato di pennarello si sia divertito a scarabocchiarci sopra. Il risultato finale è quindi un opera bella densa di dettagli, segni, simboli e texture, INTI non si risparmia ed anzi ci regala un lavoro carichissimo dal punto di vista stilistico che potete apprezzare al meglio attraverso la bella selezione di scatti in galleria, enjoy it.

Di seguito: INTI, Košice (clicca per zoomare)

Uno dei Festival che sta maggiormente catalizzando la nostra attenzione in questa fine estate è senza dubbio il Street Art Comunication Festival di Košice in Slovacchia che ha messo a disposizione le grandissime pareti cittadine facendole dipingere da un azzeccatissimo mix di artisti con forti influenze astratte e maestri del tratto figurativo. Il risultato di questa interessante scelta tematica è un festival ricchissimo di opere mozzafiato che ci hanno fatto più di una volta spalancare la bocca ed emozionare grazie alla grande energia delle eccellenti opere dipinte, ultima in ordine di tempo la combo tra Proembrion e Sepe. Come detto la tematica principe del festival invade anche quest’ultima realizzazione, troviamo infatti l’ennesima forte interazione tra i character di Sepe e la forte inclinazione astratta di Proembrion, in un lavoro che prende il titolo di “Impact”. Sulla grande tela a disposizione i due interpreti mettono in atto una combinazione più che riuscita, Sepe dà vita ad una serie di personaggi surreali dal forte carattere illustrativo toccando in parte anche le influenze comics, l’artista li realizza proporzionati con un corpo decisamente più grande di braccia gambe e testa, essi si muovono in gruppo tentando di scoprire cosi sia la grande figura alla loro sinistra. Proprio qui si scatena Proembrion, l’interprete prosegue il suo filone astratto portando al limite i colori e la visione generale dell’opera, appaiono così le sue consuete distorsioni sia dimensionali che cromatiche con gli stessi colori che diventano grandi forme pixellose, i forti intrecci fanno letteralmente da guscio alla grande forma illuminandone le interiora, offrendoci un risultato finale assolutamente entusiasmante. Proembrion e Sepe ci hanno davvero consegnato un’opera immensa, vi consigliamo quindi di dare uno sguardo alle immagini, potete scoprire e vedere da vicino tutti i dettagli immessi nel pezzo ed apprezzarne al meglio tutto le mille sfaccettature.

Di seguito: Proembrion e Sepe, Impact, Košice (clicca per zoomare)

Testi e foto di il gorgo.com.

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