Back to School: da oggi in aula 690 mila studenti, dal 2015 matematica obbligatoria alla maturità

Riaprono oggi le scuole in Slovacchia dopo due mesi di pausa per il nuovo anno scolastico 2013/14. Interessati sono circa 690 mila studenti in tutto il paese, 53 mila dei quali frequenteranno la prima elementare, un numero questo in crescita di circa 2.000 bambini. Questo trend, secondo il Ministero dell’Istruzione, si andrà ad affievolire nei prossimi anni, in modo più pronunciato intorno al 2020.

Il ministero intende fare alcuni cambiamenti nel piano di studi della scuola primaria, dando più importanza alla matematica e alle scienze naturali, oltre alla lingua slovacca, modifiche che andranno a interessare gli alunni che inizieranno la scuola secondaria nel settembre 2015. La matematica, che, ha detto il ministro Caplovic, insegna ai bambini a pensare logicamente, diverrà materia obbligatoria nel loro esame di maturità.

La matematica era obbligatoria fino al 1989. Oggi gli studenti che sostengono gli esami di maturità hanno esami in lingua slovacca e una lingua straniera, più altri due soggetti di loro scelta. La matematica quest’anno è stata scelta volontariamente dal 14,6% di tutti gli studenti.

Il ministero si batterà anche per maggiori finanziamenti nel bilancio dello Stato per i libri di testo e migliori programmi universitari, oltre che per aumenti di stipendio per i dipendenti del settore. Il Ministro Caplovic ha elencato in intervista di oggi alla Tasr le sue tre priorità principali: fondi per gli aumenti delle retribuzioni, risorse finanziarie certe e sufficienti per i libri di testo, e una copertura per il miglioramento dei programmi di studio e di ricerca presso le università.

Caplovic ha promesso aumenti degli stipendi degli insegnanti per portare le buste paga a valere almeno 1,2 volte il salario medio in Slovacchia (oggi di 789 euro al mese) entro la fine del mandato di questo governo (2016). Anche dopo gli aumenti del 5% concessi all’inizio del 2013 a seguito degli scioperi nazionali di fine 2012, scrive Tasr, lo stipendio medio degli insegnanti di scuola primaria e secondaria nelle regioni è ferma a 710 euro al mese (dati di giugno dei sindacati di settore).

Quanto al problema annoso dei ritardi nell’arrivo dei libri di testo, Caplovic ha detto che sono 13 i tipi diversi di libri ancora non disponibili all’inizio dell’anno 2013/14. È necessario dunque altro denaro dal bilancio 2014 per consentire la stampa di nuovi libri e nuove edizioni di quelli più vecchi.

(Red)

Foto: wwworks/flickr

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