Europarlamento: sostegno bipartisan all’Ucraina nella guerra commerciale con la Russia

I parlamentari europei Jacek Saryusz-Wolski ed Hannes Swoboda – rispettivamente del Partito popolare europeo  e dell’Alleanza progressista dei socialisti e democratici europei – hanno condannato il bando imposto da Mosca ai prodotti alimentari di Kyiv. L’integrazione ucraina nell’UE è la vera ragione della contesa tra i due paesi.

Se l’avvicinamento all’Europa dell’Ucraina è molto amaro, il Parlamento europeo, in maniera bipartisan, si mobilita in difesa di Kyiv e dei diritti umani. Martedì 20 agosto, Saryusz-Wolski ha invitato il Parlamento a prendere una posizione comune dinnanzi all’aggressione commerciale della Russia nei confronti dell’Ucraina. Alla proposta di Saryusz-Wolski ha fatto seguito una dichiarazione di Swoboda, capogruppo dell’Alleanza progressista dei socialisti e democratici europei, che ha criticato il Presidente russo, Vladimir Putin, per gli atteggiamenti omofobi e il ricatto economico attuato nei confronti di Kyiv.

Lo scorso 14 agosto, l’Ucraina, che è vicina alla firma di un Accordo di associazione con l’Unione Europea per l’integrazione economica di Kyiv con l’UE, si è vista impedire l’esportazione di alcuni beni alimentari in Russia. La Russia, che è il primo mercato per le esportazioni ucraine, ha motivato il bando per ragioni fitosanitarie, ma in realtà la misura è motivata da una natura squisitamente politica, come dimostrato dal fatto che la compagnia che è stata maggiormente colpita è la dolciaria Roshen.

La Roshen è posseduta da Petro Poroshenko, ministro del governo ucraino che, più di tutti, sostiene l’integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea dal punto di vista economico, mediante la firma dell’Accordo di associazione.

A confermare i sospetti sulla natura politica della misura è la differente reazione nei confronti della Roshen adottata da altri paesi dello spazio ex-Sovietico che, come Tadzikistan, Kyrgyzstan, Bielorussia e Moldova, che hanno ammesso i prodotti dolciari senza alcuna obiezione.

In risposta alla misura della Russia, il Primo Ministro ucraino, Mykola Azarov, ha invitato Mosca ad agire secondo le regole dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, a cui entrambi i paesi appartengono.

Dal canto suo, per voce del consigliere per gli affari economici di Putin, Sergei Glazyev, la Russia ha immediatamente fatto sapere di essere intenzionata ad applicare ulteriori sanzioni ai prodotti ucraini se l’Ucraina andrà avanti con i progetti di avvicinamento all’Unione Europea.

L’obiettivo di Mosca è quello di costringere Kyiv ad entrare nell’Unione Doganale Eurasiatica, un progetto di integrazione sovranazionale concepito da Putin per estendere l’egemonia della Russia nello spazio ex-sovietico.

Per la Russia, l’Ucraina rappresenta un obiettivo geopolitico strategico, il cui controllo politico ed economico permette a Mosca di tornare una superpotenza mondiale con una forte influenza nel continente europeo.

Per l’Unione Europea, ed il mondo occidentale in generale, l’integrazione dell’Ucraina nello spazio ex-sovietico rappresenta una sconfitta geopolitica che compromette il rafforzamento dell’UE su scala globale. Per questa ragione, è opportuno che l’Europa tratti la questione ucraina con assoluta prudenza ed attenzione, al fine di integrare, anche solo sul piano economico, al più presto un paese di importanza cruciale per la sopravvivenza della cultura occidentale.

(Matteo Cazzulani)

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