Immunità per ex ambasciatore in Israele; aveva semi distrutto la residenza

L’ex ambasciatore slovacco in Israele Ivo Hlavacek non può essere citato in giudizio per i danni alla sua residenza a Tel Aviv in quanto gode dell’immunità diplomatica. Lo la stabilito la corte distrettuale della capitale israeliana confermando in appello una precedente sentenza del settembre 2012. Il proprietario dell’immobile, l’imprenditore Yisrael Ratahoz, aveva citato lo Stato slovacco nel 2010 per i danni arrecati alla villa a tre piani con piscina, che era stata affittata all’ambasciata dal marzo 2007 al dicembre 2009 per una spesa di 5.800 dollari al mese.

La notizia è riportata dal quotidiano Jerusalem Post, che specifica come oltre alla Convenzione di Vienna del 1961, della quale Israele è membro, anche una legge nazionale protegge i diplomatici stranieri nel paese da un’ampia serie di imputazioni. Del resto, scrive il giornale, la corte ha agito anche alla luce di recenti sentenze su questioni simili negli Stati Uniti, temendo, nel caso di mancato rispetto dell’immunità diplomatica, un boomerang nei confronti dei propri funzionari in servizio all’estero. In più, il contratto era stato siglato dal predecessore di Hlavacek, e formalmente per conto della Repubblica Slovacca. Lo stesso ambasciatore, del resto, agiva “in nome e per conto” del suo paese, piuttosto che come persona fisica.

Secondo Ratahoz, la famiglia dell’ambasciatore aveva “fracassato mobili, quadri, lampade e altri accessori”, come riportava allora il quotidiano Sme, danneggiando anche i tappeti, la cucina e il giardino. Nel 2012 l’importo dei danni era stato fissato in 11 mila euro, ma il proprietario aveva deciso di chiamare in causa anche Hlavacek e sua moglie Slavka perché riteneva che il costo reale del ripristino dell’immobile ammonta a 21 mila euro. Inoltre, si era anche lamentato dai modi maleducati e arroganti del diplomatico.

Hlavacek dunque non solo non sarà sottoposto a giudizio per i danni aggiuntivi, ma non ha neppure dovuto rimborsare la somma pagata dal Ministero degli Esteri slovacco, ha scritto il sito Topky.sk citando il portavoce del ministero. Il sito ha anche pubblicato una serie di fotografie che documentano la casa disastrata. Hlavacek, che nella sua missione in Israele è stato anche citato da un dipendente dell’ambasciata, licenziato in modo improvviso senza la notifica nei termini di legge, è stato richiamato in patria nel 2011, e da allora non è più alle sue dipendenze.

(La Redazione)

Foto: Karen / vidalia_11/flickr

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