WikiLeaks pubblica nuovi dispacci dell’ambasciata Usa a Bratislava

Ieri 22 agosto gli attivisti slovacchi dell’Istituto per i diritti umani che mantengono il sito www.wikileaks-slovensko.org hanno pubblicato nuovi dispacci diplomatici classificati dell’ambasciata degli Stati Uniti a Bratislava. Come ha scritto l’agenzia Tar, il gruppo, tramite il suo capo Peter Weisenbacher, ha voluto contestare in questo modo la pena detentiva comminata a Bradley Manning, l’ex soldato statunitense accusato di aver fatto filtrare a Wikileaks migliaia di documenti riservati. I sei documenti confidenziali sono tutti datati agli anni 2004-2005, quando era in carica il secondo governo di centro-destra di Mikulas Dzurinda.

L’istituto ha sottolineato in una comunicazione sul sito che Manning è un prigioniero politico, un prigioniero di coscienza che non ha commesso alcun reato. Al contrario, ha detto, la sua detenzione e il suo processo sono uno schiaffo in faccia alla giustizia. È scandaloso, ritiene l’attivista, che invece di indagare in modo adeguato l’abuso di potere, l’amministrazione statunitense ha deciso di perseguire Manning. L’istituto ha sostenuto diverse iniziative in favore della liberazione di Manning, e al recente festival musicale Pohoda, oltre 1.000 slovacchi hanno firmato una petizione al riguardo.

La versione slovacca di Wikileaks è stata lanciata a inizio 2013, per celebrare il primo anniversario delle proteste Gorila, con le traduzioni slovacche di comunicazioni diplomatiche provenienti dall’ambasciata Usa in Slovacchia, contenenti note sul dietro le quinte della politica ed economia slovacca.

(Red)

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