Università: dove [la] medicina è meno amara

Grazie ai bassi costi d’iscrizione e alla facilità d’ingresso, le università ungheresi, ceche e slovacche che offrono corsi in inglese attirano sempre più studenti occidentali.

Di Christopher F. Schuetze – Una matricola statunitense della facoltà di medicina lascia il suo skateboard all’ingresso di un’aula costruita nel XIX secolo, ma la professoressa Andrea Dorottya Szekely lo raccoglie subito e sgrida il giovane. “Qui le cose funzionano in modo diverso”, dice Szekely dell’università di Semmelweis, un’istituzione di Budapest con 244 anni di storia alle spalle dove hanno sede le facoltà di medicine e di scienze sanitarie. Qui, solo per fare un esempio, ci si aspetta che gli studenti restino sull’attenti finché il professore non è entrato nell’aula.

Anche se bisogna risolvere problemi culturali di questo tipo, un numero crescente di studenti stranieri si sta indirizzando verso l’Europa dell’est per studiare medicina, odontoiatria o farmacia. Per il momento in questa regione c’è un numero di studenti stranieri inferiore rispetto all’Europa occidentale, ma l’interesse è in crescita.

In Ungheria il numero di studenti universitari stranieri è aumentato del 21 per cento dal 2005 al 2011 – passando da 13.601 a 16.465 iscritti – secondo i dati dell’Istituto di statistica Unesco, che definisce lo studente universitario straniero come un individuo che non abbia già conseguito un diploma di istruzione di secondo grado nel paese. In Polonia tra il 2005 e il 2010 (ultimo anno per il quale sono disponibili tali informazioni) l’aumento degli studenti stranieri è stato addirittura dell’80 per cento. Nella Repubblica Ceca i dati dell’Unesco attestano un raddoppio delle presenze di studenti stranieri tra il 2005 e il 2011, mentre in Slovacchia il loro numero è quintuplicato.

Molti degli studenti stranieri scelgono l’Europa dell’est per studiare medicina. Nel 2010 secondo uno studio dell’Ocse (l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), in Polonia si è registrato il 30 per cento di studenti stranieri iscritti a facoltà del settore sanitario e del welfare. In Slovacchia il 45 per cento degli studenti stranieri frequenta corsi attinenti la sanità, mentre in Polonia l’Ocse attesta una presenza in quelle facoltà del 15 per cento rispetto al numero complessivo degli studenti. In confronto, in paesi come Germania, Svezia e Canada, dove la concorrenza per i posti delle facoltà di medicina è particolarmente serrata, è straniero il 6-9 per cento degli iscritti.

[…]

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(Christopher F. Schuetze per International Herald Tribune)

Foto: Ralph Daily/wikimedia

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