Lavoratori autonomi: il 57% sono evasori fiscali

Ben 200.000 dei circa 350.000 lavoratori autonomi in Slovacchia, scrive oggi con grande rilievo il quotidiano finanziario Hospodarske Noviny, ricorrono a qualche forma di evasione fiscale. Il dato proviene da recenti ricerche effettuate dalle amministrazioni dello Stato. Molti dei lavoratori autonomi presentano dichiarazioni fiscali che indicano una mancanza di utili o addirittura una perdita operativa di esercizio, a volte anche per tre o quattro anni di fila. Gli esperti ammettono che una buona parte dei professionisti e commercianti hanno visto tempi duri ultimamente, ma per la presentazione di dati fasulli, o solo un po’ adulterati, sono stati usati tutti i tipi di trucco possibile.

La colpa, secondo alcuni analisti, è anche da addebitare all’attuale governo, quanto meno per l’entità raggiunta dal problema. L’esperienza del passato, ha detto per esempio al giornale un’economista dell’Associazione dei piccoli commercianti slovacchi, indica che quando lo Stato aumenta le imposte e ritenute ai lavoratori autonomi, finisce per raccogliere meno di prima.

Così facendo, tuttavia, anche gli stessi lavoratori autonomi si danno la zappa sui piedi da soli, perché non pagando i contributi previdenziali finiscono in seguito per ridursi le proprie pensioni. L’analista economico Vladimir Balaz dell’Accademia Slovacca delle Scienze (SAV) osserva come i titolari di microimprese massimizzano il loro guadagno a spese delle loro pensioni future. In questo modo non truffano soltanto lo Stato ma anche se stessi.

(Fonte Hospodarske Noviny)

Foto: Tax Credits/flickr

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