UniCredit: non ci sarà una seconda crisi

La newsletter settimanale della squadra di analisti economici di UniCredit Bank Slovakia, guidata da Jan Toth, pone l’attenzione su una crescita a W, che qualcuno pensa possa portare ad una seconda crisi.

Attualmente siamo testimoni di due fenomeni contrastanti. I dati del secondo trimestre suggeriscono un recupero molto forte del settore industriale del maggior partner commerciale slovacco, la Germania, ma anche della Slovacchia. Gli ordini industriali in Slovacchia sono aumentati di un terzo dall’inizio dell’anno. I produttori tedeschi di automobili hanno annunciato piena produzione da Settembre. C’è da dire che, oltre all‘introduzione di nuovi modelli, è da registrare anche il successo nella vendita di automobili fuoristrada e multifunzione. L‘industria elettrica ha annunciato l’assunzione di un gran numero di persone. Questo non è comunque sorprendente, dal momento che gli indicatori di fiducia nell’industria tedesca avevano già segnalato un possibile sviluppo del genere qualche mese fa (vedi grafico). Inoltre le previsioni per il futuro sono sempre più apprezzabili.

Le discussioni nel mondo dei mercati finanziari riguardano il “doppio fondo”, quindi uno sviluppo a “W”. Così il sentimento è cambiato dall‘ottimistico scenario “V” ad uno scenario ” W costante“. Gli argomenti includono la fine dei programmi di incentivi governativi come il sussidio alla rottamazione delle automobili o sgravi fiscali. Inoltre, i pessimisti si aspettano un forte stringere di cinture che potrebbe dirigere l’economia mondiale verso una profonda seconda recessione. E neanche la surriscaldata Cina aiuterà, con il suo sistema bancario e l‘alto debito dei comuni. Quella visione inizia a prevalere.

Tuttavia, siamo ancora a propendere per il nostro scenario “W” a lungo termine, dove il secondo “V” è piuttosto nella forma di crescita bassa o zero (a causa della fine degli incentivi governativi) e non di una profonda recessione. Lo sosteniamo con i seguenti argomenti. La prima recessione era la più acuta degli ultimi 60 anni, e ha portato a livelli molto bassi di investimenti e occupazione. Così sarà abbastanza “duro” scendere ulteriormente da quei livelli. Al tempo stesso, solo i paesi del sud della zona euro avranno i risparmi più dure in bilancio (a livello del 2-4% del PIL), mentre la Germania intende ridurre il deficit solo dello 0,4% del PIL. L’indebolimento dell‘Euro equilibrerà una parte di questi piani di risparmio nell‘eurozona.

(Fonte UniCredit Bank Weekly Notes)

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