Slovacchia, come non diventare la Detroit d’Europa

Come la metropoli statunitense in fallimento, la Slovacchia è economicamente dipendente dall’industria automobilistica. Se vuole sfuggire allo stesso destino, ha scritto l’economista Vladimir Balaz in un articolo per il quotidiano Sme (ripreso e tradotto da Presseurop.eu) dovrà fabbricare dei prodotti ad alto valore aggiunto.

Le notizie sul fallimento di Detroit, ex capitale dell’automobile, sollevano diverse domande. Chi sarà il prossimo? Toccherà anche a noi, il più grande produttore automobilistico del mondo per abitante? Precisiamo innanzitutto che abbiamo già vissuto uno scenario alla Detroit ai tempi in cui il nostro principale settore di esportazione era l’industria delle armi. Un settore che è crollato improvvisamente dopo il 1989, con la fine del Patto di Varsavia e del Comecon, [un patto di aiuto economico fra i diversi stati del blocco comunista]. In soli tre anni il tasso di disoccupazione è passato dallo zero al 12% in alcuni centri industriali e ha raggiunto addirittura il 20% nelle regioni periferiche, che non si sono ancora riprese da questa liquidazione industriale. L’economia della Slovacchia è stata salvata dalla seconda ondata industriale, con l’arrivo degli investitori stranieri, in particolare negli anni 2000.

I costruttori automobilistici e le imprese di elettronica non sono arrivati per caso. Hanno potuto approfittare della forte tradizione industriale di costruzioni meccaniche e delle conoscenze tecniche della manodopera slovacca. Di fatto i capitali esteri hanno permesso alla produzione di armi e all’industria meccanica slovacca di riconvertirsi nella produzione automobilistica ed elettronica. Un paese piccolo per imporsi deve potersi concentrare su una gamma limitata di prodotti e al tempo stesso garantire un’alta qualità di fabbricazione.

E in effetti le nostre esportazioni dipendono da un ridotto numero di settori. I prodotti provenienti dalla fabbricazione automobilistica (compresi i pezzi di ricambio), dall’elettronica di massa e dalla costruzione meccanica rappresentano rispettivamente circa il 22, il 21 e il 10% di tutte le nostre esportazioni. È solo grazie alla nostra specializzazione che siamo in grado di produrre su vasta scala beni di qualità a prezzi ragionevoli. Questo ci permette di imporci sui mercati europei e ormai anche in Russia e in Cina.

Tuttavia alcuni interrogativi ritornano in continuazione: e Detroit? E le nostre fabbriche di armi dopo il 1989? Siamo destinati a ripetere lo stesso scenario?

Continua a leggere l’articolo in italiano su Presseurop.eu.

(Vladimir Balaz per Sme)

Foto: una teleferica all’interno dello stabilimento Volkswagen a Bratislava (fonte volkswagen.sk)

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

  

  

  

 SKG Auto & Tir Services s.r.o.

Vai al sito

dicembre: 2017
L M M G V S D
« Nov    
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031

ARCHIVIO

Dal diario di una piccola comunista

pubblicità google