I Rom slovacchi hanno commemorato l’Olocausto di Birkenau

Il 2 agosto, Giorno della Memoria Rom, si è tenuto presso il Memoriale dell’Olocausto Rom a Dunajska Streda (regione di Trnava) una commemorazioni per le 2.897 vittime rom slovacche – uomini, donne e bambini – uccisi nelle camere a gas del campo di concentramento di Auschwitz II-Birkenau durante una notte dei primi di agosto del 1944. Presenti, oltre ai rappresentanti delle comunità rom slovacche, il Premier Robert Fico e il delegato del governo per le problematiche relative ai rom Peter Pollak, insieme ad altri rappresentanti politici. Jozef Ravasz, poeta, pubblicista e attivista rom dalla cui proposta è nato il monumento di Dunajska Streda, che dirige l’Istituto per la ricerca romologica, ha ricordato come l’Olocausto Rom è rimasto un tabù in Slovacchia e in altri paesi d’Europa per molti anni, ignorato dai libri di storia e tuttora poco conosciuto dalla maggioranza della popolazione, e, purtroppo, ha commentato, anche da parte di molti rom.

«Queste macchie nere della storia europea non possono essere dimenticate», ha rivendicato Ravasz, dicendo che il Giorno della Memoria Rom dovrebbe avere pari dignità della commemorazione dell’Olocausto degli ebrei.

In un altro evento che si è tenuto presso il Museo dell’Insurrezione Nazionale Slovacca a Banska Bystrica, l’etnologo rom Arne Mann ha osservato che i rom dai paesi occupati dalla Germania nazista erano stati collocati in una specie di “campo nomadi” all’interno di Birkenau, «progettato come una sorta di complesso scientifico per gli esperimenti del dottor Josef Mengele, portati a termine su donne rom, anche incinte, e gemelli». Detto questo, Mann ha sollecitato a non tacere più su questi fatti.

(Red)

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