Oleodotto Bratislava: l’opposizione con gli attivisti contro la legge su grandi investimenti

L’opposizione sospetta che Smer abbia accelerato l’emendamento sugli investimenti significativi, per i quali il provvedimento siglato dal presidente Gasparovic alcuni giorni fa prevede una procedura privilegiata, in vista del grande progetto di oleodotto tra Bratislava e Schwechat, in Austria, che si dovrebbe realizzare nei prossimi anni, e sul cui percorso si sta discutendo da tempo. I leader dell’opposizione, insieme agli attivisti civili – in prima linea l’associazione “No all’Oleodotto” – sono contrari alla manovra e ritengono che la legislazione riporti indietro la Slovacchia di vent’anni. Miroslav Dragun, presidente dell’associazione che si oppone da tempo a far passare l’oleodotto per il quartiere più popoloso della capitale slovacca (Petrzalka), ha detto di aver parlato con i partiti di opposizione per ottenere il loro sostegno e far abrogare la legge. Il suo obiettivo è di unire almeno le firme di trenta deputati perché si possa presentare una mozione alla Corte Costituzionale per contestare la legge. La nuova formulazione della legge, ritiene Dragun, crea le condizioni per espropriare le proprietà private più facilmente per progetti di così ampia portata, ed esclude totalmente gli enti locali dal processo decisionale sull’uso del suolo.

Il presidente della Regione di Bratislava Pavol Freso (che è anche leader del partito SDKU) ha chiesto al Ministero dell’Economia di indicare chiaramente se intende applicare questa legge per fiaccare la volontà dei cittadini di Bratislava nell’impedire il passaggio della pipeline attraverso la capitale. La scorsa settimana il Ministro dell’Economia Tomas Malatinsky aveva dichiarato che il progetto Bratislava-Schwechat è sulla lista dei progetti di interesse regionale comune e che considera l’approvazione di tale elenco da parte dell’Unione Europea come un fatto importante, a conferma della posizione governativa. Il progetto deve essere realizzato congiuntamente da Transpetrol e OMV. La Commissione UE ha fatto sapere qualche settimana fa che non è sua intenzione finanziare con fondi comunitari la costruzione dell’oleodotto.

Gli attivisti hanno aperto una raccolta firme che durerà tutta l’estate (in meno di un mese hanno raccolto oltre 500 firme – e 400 sul web) contro la costruzione dell’oleodotto da inviare al Ministro dell’Economia e altri membri del governo. Chiedono che questi si impegnino a fermare il percorso del petrolio greggio nella capitale e ad aprire una discussione pubblica sulla questione. Per mostrare ai cittadini cosa vuol dire un oleodotto in città hanno organizzato l’installazione di un breve tratto della pipeline nel centro della città. «Avremo un tubo con diametro di 400 mm e una lunghezza di due metri. Lasciate che la gente veda quello che potrebbe essere piazzato sotto le loro finestre», ha detto.

L’associazione No all’Oleodotto aveva combattuto già al tempo del governo Radicova contro il precedente tragitto delle tubature di greggio, che inizialmente avrebbero dovuto attraversare una zona all’interno di Zitny Ostrov, l’area a est della capitale che vanta le maggiori riserve di acqua potabile di tutto il Paese.

(La Redazione)

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