60 anni di Friuli nel Mondo, dal 2 agosto grande festa al Castello di Colloredo

Venerdì 2 agosto, in concomitanza con la decima Convention e Incontro annuale dei Friulani nel Mondo, si brinderà anche ai 60 anni dalla fondazione dell’Ente Friuli nel Mondo, importante traguardo raggiunto lo scorso 20 giugno. L’ente si prepara ad un fine settimana infuocato e ricco di eventi, scandito da tre giorni di dibattiti, confronti, festeggiamenti, celebrazioni e convivi, il tutto con un pensiero rivolto al futuro.

Si parte venerdì 2 agosto nella storica cornice del Castello di Colloredo di Monte Albano, con il presidente del Fogolâr Furlan di Lione, Danilo Vezzio, che presenterà un libro (in italiano, friulano e francese): “Friulani a Lione. Blocchi di pietra e Gusci di mandorle”, una raccolta di racconti dal 1920 al 1960, anno che delimita virtualmente il grande esodo migratorio verso la Francia. In concomitanza saranno presentati i vincitori del Premio Merit Furlan: la fotografa Ulderica Da Pozzo, il naturalista Giuliano Mainardis e lo scienziato Giacomo Rizzolatti. Il premio, alla 30esima edizione, è promosso dal Consorzio Comunità Collinare del Friuli e dal Comune di Rive d’Arcano. La tradizionale cerimonia si terrà come di consueto sabato 3 agosto nel Castello di Arcano Superiore a Rive d’Arcano, e alle 19:00, si terrà il brindisi ufficiale che celebra i 60 anni dell’Ente Friuli nel Mondo.

Nato il 20 giugno 1953 nel Salone del Parlamento del Castello di Udine, istituito con lo scopo di mantenere saldi i rapporti con gli emigranti friulani, l’Ente Friuli nel Mondo vanta 154 Fogolârs Furlans nel mondo, che raggruppano 22.000 iscritti e circa 200.000 simpatizzanti.

Questo traguardo, sottolinea il presidente Pietro Pittaro, «è per noi una conferma. Negli anni diverse cose sono cambiate e le potenzialità si sono moltiplicate. Oggi, oltre agli eventi in ambito culturale e di legame col territorio, si può e si deve pensare all’Ente come fucina di contatti e opportunità nel settore imprenditoriale. Per il futuro dell’ente sarà necessario il coinvolgimento delle associazioni degli industriali e delle camere di commercio che potrebbero avvalersi dei nostri ponti con l’estero. Sono tanti i manager friulani sparsi ovunque nel mondo che mantengono in vita tante piccole “Farnesine”: i nostri cari Fogolârs. Verso queste piccole ambasciate devono confluire le forze imprenditoriali e culturali della regione perché costituiscono un inestimabile patrimonio».

(Fonte Aise)

PS: anche la Slovacchia ha il suo Fogolâr, con sede a Bratislava. Friulani – o veneti – sono oltre la metà degli italiani che vivono e frequentano la Slovacchia.

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