Ungheria, Orban: unire la diaspora magiara nel mondo attraverso la cittadinanza

Il Primo Ministro ungherese Viktor Orban ha invitato sabato in un discorso in una città romena a maggioranza magiara tutta l’etnia ungherese, in tutto il mondo, a unirsi per costruire una nazione forte, toccando le corde della nostalgia di un Paese smembrato quasi un secolo fa dopo il ridisegno delle mappe d’Europa alla fine della Grande Guerra. Il Trattato del Trianon del 1920, che ha spogliato il Regno d’Ungheria di due terzi del suo territorio, lasciando centinaia di migliaia di ungheresi in quelli che oggi sono la Romania, la Slovacchia e la Serbia, è considerato da molti cittadini magiari come una tragedia nazionale. Orban ha cavalcato la loro nostalgia, offrendo la cittadinanza alla diaspora ungherese e ottenendo una grande popolarità.

Pur non avendo fatto, scrive Reuters, azioni concrete per riunire questi territori perduti alla madre patria, le suggestioni legate alla “Grande Ungheria” della fine del XIX secolo hanno molto infastidito i governi dei paesi limitrofi. Nel suo discorso, trasmesso in diretta alla tv, dicendo che “La storia del XX secolo ha reso l’Ungheria una nazione dispersa” Orban ha proposto, piuttosto che una riunione territoriale, una unione con gli ungheresi all’estero per mezzo di un legame giuridico, quello della cittadinanza. Alla quale si affiancano l’istruzione in lingua ungherese e altre attività per mantenere l’identità nazionale. Ad oggi pare che circa mezzo milione di persone di etnia ungherese abbiano fatto richiesta della cittadinanza.

Pur risalente a quasi un secolo fa, la divisione del Paese è una cosa che ritorna nelle chiacchiere di tutti i giorni. Parlando dei paesi vicini, molti dicono pe esempio “l’attuale Romania”, o “l’Alta Ungheria”, riferendosi al nome storico dei territori che oggi costituiscono la Slovacchia. Perfino le previsioni del tempo alla televisione pubblica danno le temperature e la situazione meteo per le aree geografiche che un tempo erano all’interno dei confini ungheresi.

Tra le prime azioni dell’attuale governo guidato da Orban vi è stata l’istituzione di una nuova festa nazionale, il 4 giugno, anniversario del Trianon, dichiarata Giornata della coesione nazionale, per molti da considerarsi come una giorno “di lutto nazionale”. All’inizio del 2011, quando l’Ungheria salì alla Presidenza dell’Unione Europea, l’atrio d’ingresso del Palazzo Justus Lipsius, sede del Consiglio d’Europa, venne invaso da un enorme tappeto che raccontava per immagini la storia ungherese, culminante in una grande mappa del regno al suo massimo splendore. “Opera” che i diplomatici e politici dei paesi confinanti – trattati alla stregua di vassalli – non hanno affatto gradito, con un susseguirsi di polemiche durate a lungo.

(La Redazione)

Foto: vlada.gov.sk

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