Dopo il danno la beffa: il terrorista afgano celebrato come eroe dai talebani

L’assassino del soldato slovacco in Afghanistan, e del grave ferimento di altri due commilitoni, è stato celebrato in un video messo su internet da simpatizzanti di estremisti islamici talebani. Il quotidiano slovacco Novy Cas ha riferito per primo che il video mostra Lambar Khan, il militare dell’esercito afgano che ha aperto il fuoco il 9 luglio in una base aerea a Kandahar contro un plotone di soldati slovacchi, uccidendo il sergente Daniel Kavuliak. L’uomo, dopo alcuni giorni di detenzione, è fuggito dal carcere insieme a una guardia ed si presume che sia ora nascosto sul territorio controllato dai talebani.

Il video mostra i combattenti talebani che lo premiano con un grande cuore, e Khan mostra le dita della mano a forma di V in segno di vittoria. Parlando in pashtun, Khan racconta alla telecamera, accompagnato da un uomo mascherato, come è ha svolto l’attacco agli slovacchi. Il sondato era in servizio alle forze regolari afgane da anni, e mai aveva lasciato pensare nei suoi compagni e superiori quello che avrebbe fatto.

Il caso ha risollevato i dubbi sulla capacità e professionalità dell’esercito di Kabul di mantenere l’ordine in Afghanistan dopo il ritiro delle truppe del Patto atlantico, manovra prevista per il 2014. Questo tipo di attacco contro le truppe NATO da parte di membri delle Forze armate afgane, definito sul campo dalla locuzione tecnica “green-on-blue” (che solo nel 2012 ha ucciso 60 uomini della missione ISAF), non di rado è portato a termine non da talebani o suoi simpatizzanti, ma da semplici soldati inquadrati nell’esercito nazionale (ANA) che a volte sono spinti a tali atti sotto la minaccia di uccidere le loro famiglie.

Un’indagine condotta sul posto da parte delle autorità militari slovacche ha mostrato, nei suoi risultati preliminari, che i soldati slovacchi hanno osservato tutte le misure di sicurezza previste, e al momento dell’attacco erano allo scoperto e non avrebbero potuto evitare il fuoco, proveniente da un mitragliatore in cima a una torre di guardia, che del resto si trovava al di fuori dell’area sotto il controllo degli afgani. Solo la velocità di risposta dei militari slovacchi e alleati ha impedito, ha detto il Capo di Stato Maggiore Generale, Peter Vojtek, che i danni fossero peggiori.

Nel frattempo, i due soldati rimasti pesantemente colpiti nell’attacco di Kandahar, che si trovano in un ospedale americano in Germania, sono visibilmente migliorati e le loro condizioni sono dichiarate stabili. Uno di loro è stato colpito al torace, e ha subito diverse operazioni, mentre l’altro, colpito alla testa, è rimasto a lungo in stato di coma indotto per cercare di normalizzarne le funzioni vitali.

Nel video: la non semplice vita quotidiana del contingente slovacco in Afghanistan.

(La Redazione, Fonte Novy Cas)

foto Ministero Difesa

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