Via a studio di fattibilità per la ferrovia a scartamento largo attraverso la Slovacchia

Il progetto di allungare la linea ferroviaria russo-asiatica a scartamento largo attraverso tutta la Slovacchia per arrivare a Vienna sarà oggetto di un vasto studio di fattibilità che dovrebbe riguardare la documentazione per la valutazione strategica dell’impatto ambientale del progetto, la documentazione del piano di costruzione e la documentazione per il permesso di pianificazione. Il gestore della rete ferroviaria slovacca ŽSR ha confermato la cosa martedì. Lo studio di fattibilità per il progetto della ferrovia a scartamento largo sarà ordinato alla società Breispur Planungsgesellschaft (BPG) di Vienna, che riunisce i quattro operatori ferroviari nazionali di Russia, Ucraina, Slovacchia e Austria. Lo studio potrebbe essere pronto entro la prima metà del 2014.

Il progetto è pensato per connettere l’Europa centrale con la costa pacifica della Russia e i mercati asiatici a forte crescita, Cina in primo luogo. In una riunione a Vienna dell’inizio del mese, presenti i massimi rappresentanti delle ferrovie nazionali dei quattro paesi, si è deciso di procedere con lo studio di fattibilità della nuova linea che si dovrebbe estendere per 430 chilometri da Cierna nad Tisou, sul confine ucraino della Slovacchia ad oriente, nella regione di Kosice, fino alle porte di Vienna, ad occidente, attraversando così tutto il Paese. L’idea è che questo nuovo corridoio Eurasiatico potrebbe rafforzare notevolmente la competitività ferroviaria dare un nuovo impulso alla crescita e cooperazione dei due continenti. Lo studio dovrebbe anche stabilire dove localizzare il terminal merci nell’area tra Bratislava e Vienna. Secondo alcune voci di corridoio, nonostante il desiderio degli slovacchi di costruire il terminal in territorio slovacco, a godere della nuova infrastruttura logistica potrebbe invece essere l’area appena al di là del confine, tra Kittsee e Parndorf, ove già esiste un parco industriale.

A spingere in particolare per la realizzazione del progetto sono le Ferrovie russe, con l’ambizione di trasportare direttamente fino a Vienna le merci sui vagoni che vengono caricati nei porti asiatici o su tutto l’enorme territorio russo e cinese. Una cosa oggi impossibile, data la differenza di scatamento tra i binari ferroviari europei (1.435 mm) e quelli russi (1.520 mm).

Come ha ricordato alla riunione il presidente delle Ferrovie russe Vladimir Yakunin, si continua «a lavorare insieme per collegare i mercati di Europa e Asia. Il sistema ferroviario russo è un elemento chiave nel trasporto ponte eurasiatico. Molti paesi europei stanno vivendo una significativa carenza di merci per il trasporto per ferrovia, così l’emergere di nuovi flussi di merci sulle loro reti farà una differenza enorme. Questo progetto è focalizzato sulla riduzione dei tempi di consegna delle merci del 50% rispetto alla rotta marittima e di incrementare la capacità di trasporto dell’infrastruttura ferroviaria».

Come ricorda il sito web di informazioni Pluska.sk, però, c’è un concorrente – l’Ungheria – pronto a soffiare il progetto da sotto il naso alla Slovacchia se solo questa dovesse avere dubbi, come avvenuto nel corso del governo di centro-destra guidato da Iveta Radicova (2010-2012), preoccupato dalla perdita di circa 3 mila posti di lavoro allo scalo di smistamento di Cierna nad Tisou, dove le merci russe vengono trasbordate su vagoni a scartamento normale per essere trasportate sui mercati europei.

L’investimento previsto per la costruzione della ferrovia si aggira sui 6,36 miliardi di euro globali. Studi preliminari avrebbero mostrato che l’infrastruttura potrebbe creare in Slovacchia, circa 8 mila posti di lavoro a tempo pieno, oltre ad altri 2 mila lavoratori impiegati per cinque anni nella realizzazione dell’opera. Il progetto gode del sostegno del governo socialdemocratico (Smer-SD), che chiama l’opposizione a un comportamento di responsabilità, alla luce della realtà del contesto internazionale. Se non si dovesse fare in Slovacchia, sarebbe l’Ungheria ad avere tutti i vantaggi, ha detto il Premier Fico, e lo scalo merci al confine slovacco-ucraino dovrà chiudere comunque.

(La Redazione)

Foto: zscargo.sk

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