Adecco: datori di lavoro, il 65% è contrario alla nuova legge sul lavoro

Due terzi degli intervistati in un sondaggio condotto dall’agenzia di risorse umane Adecco (su 26 aziende che impiegano 15 mila dipendenti) hanno confermato che l’aumento dei contributi per i dipendenti che lavorano a “dohoda”, ovvero con un contratto di prestazione di servizi, hanno fortemente penalizzato le loro attività imprenditoriali. Per risolvere il problema, spesso i datori di lavoro hanno deciso per una riorganizzazione del personale (22%), un altro quinto ha deciso di licenziare. Un po’ di meno (circa il 16%) sono le aziende che hanno visto diminuire la propria redditività, e altrettante sono state costrette ad aumentare i prezzi dei propri prodotti o servizi. Tre quarti delle ditte che impiegavano con dohoda hanno deciso di ridurre il personale con tale contratto di lavoro dopo la modifica della legge (che l’ha equiparato ad uno di lavoro dipendente). E solo il 4% ha sostituito tale contratto con uno di lavoro dipendente a tempo indeterminato. Un quarto delle aziende usa personale in affitto dalle agenzie.

Dopo alcuni mesi dalla sua entrata in vigore (all’inizio dell’anno) la modifica del Codice del Lavoro è vista in maniera negativa dal 65% dei datori di lavoro, e solo un 15% circa degli intervistati l’approva.

(Red)

Foto: fotogezi/flickr.com

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