Edilizia: Ministero propone l’abbattimento delle costruzioni illegali

Il Ministero dei Trasporti ha deciso che è ora di farla finita all’erezione di costruzioni abusive in Slovacchia e intende presentare un emendamento alla legge sulle costruzioni da presentate nel giro di breve ai commenti interministeriali. In particolare, la modifica dovrebbe dare uno stop alle autorizzazioni aggiuntive concesse a entità che già hanno iniziato a costruire su un cantiere, e spingere i singoli comuni, che servono anche come uffici locali per l’edilizia, a costringere chi costruisce ad abbattere le strutture costruite senza permesso. Nel caso questi non voglia obbedire all’ordine, dopo vedersi mettere all’asta dal comune la struttura rischierà anche cinque anni di galera.

La proposta del ministero intende in particolar modo colpire la costruzione di strutture illegali di spicco, e non è, per esempio, diretto ad eliminare gli insediamenti illegali rom. Un rappresentante dell’insediamento rom di Kranoshorske Podhradie (regione di Kosice) avverte che potrebbe essere molto difficile far rispettare il provvedimento senza arrivare ad atti di violenza, che potrebbe anche portare a rivolte dei cittadini. Secondo le regole previste dalla nuova normativa, nel solo insediamento in esame ci sarebbero trea le 70 e le 100 abitazioni che hanno le caratteristiche dell’illegalità, e dunque dovrebbero essere demolite, il che riguarderebbe un elevato numero di persone anche solo a livello locale.

Uno dei casi che fece discutere qualche tempo fa fu la costruzione dell’hotel Doubletree by Hilton di Bratislava, un quattro stelle eretto in breve tempo a lato dell’arena dell’hockey in vista dei Campionati del Mondo 2011. Si scoprì sui giornali, solo a edificio quasi completato, che non era stato concesso alcun permesso edile alla compagnia che costruì il lussuoso albergo di tredici piani. Alla società di costruzioni venne poi comminata una semplice sanzione amministrativa, di poche migliaia di euro, senza ulteriori conseguenze. Il locale municipio di Bratislava-Nove Mesto dovette nel frattempo lottare con i denti per vedere rispettato il divieto di costruzione di un eliporto sul tetto del suddetto albergo, evidentemente non abbastanza sicuro in una zona di alta densità abitativa, che i costruttori avevano deliberatamente ignorato iniziando comunque la sua realizzazione.

(Red)

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