Pensioni: metà slovacchi a rischio povertà

Quasi la metà degli slovacchi corrono il pericolo di vivere in povertà dopo il pensionamento. Lo ha detto venerdì Martin Halas dell’Istituto per la Ricerca dei rischi e delle alternative socio-economiche in una conferenza stampa. Il Paese, ha detto, ha spese tra le più basse nel settore dell’assistenza sociale, e si occupa dei cittadini in modo poco efficiente. È necessario che il governo assegni più fondi, considerando che i bassi salari che i lavoratori slovacchi portano a casa sono la ragione principale per la quale la maggior parte degli slovacchi si troveranno in stato di povertà dopo il pensionamento, ha avvertito.

Bassi salari generano povertà in futuro, e ben il 49,62% dei cittadini in Slovacchia, che non guadagna più di 700 euro [lordi-ndr] è a rischio. Sono 605 mila donne e 542 mila uomini che oggi hanno un reddito sotto a quella soglia. Tutti loro avranno pensioni inferiori a 325 euro in futuro, un livello inferiore alla soglia di povertà.

Aumentare il salario minimo, pensa l’istituto, è un modo per cercare una soluzione. E il salario minimo dovrebbe essere pari al 60% di uno stipendio medio, cioè 483 euro invece di 327,20, ha detto Halas.

Nel dibattito sul salario minimo di legge, per il quale il governo dovrà fare la sua proposta per l’anno 2014, anche il maggior sindacato slovacco KOZ sta facendo sentire la sua voce, e la lotta alla povertà è tra i suoi obiettivi chiave. KOZ chiede che il salario minimo sia aumentato dall’anno prossimo a 364,70 euro, ma per ora le posizioni con le altre parti sociali, in particolare i datori di lavoro, sono piuttosto lontane. Se non ci sarà un accordo, alla fine sarà il Ministero del Lavoro a dover decidere.

(Red)

Foto: suttonhoo22@flickr

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