Cirillo e Metodio, una targa slovacca a Venezia – per restarci

A Venezia, per secoli punto di raccordo tra Oriente ed Occidente, si è scoperta domenica 30 giugno una targa dedicata dalla Slovacchia ai santi Cirillo e Metodio, i missionari patroni d’Europa che con la loro opera nel IX secolo hanno creato ecumenicamente un ponte tra i due mondi del cristianesimo, tra Roma e Costantinopoli. La targa ricorda il passaggio dei santi “Apostoli degli slavi” a Venezia nell’anno 867, quando gli ecclesiastici latini ottusamente contestarono loro l’uso della lingua slava in liturgia. L’episodio conosciuto come “disputa di Venezia” non scoraggiò i missionari che difesero tenacemente l’invenzione dell’alfabeto glagolitico e l’uso della lingua paleoslava nelle cerimonie liturgiche, superando così la tradizione trilingue che ammetteva solo ebraico, greco e latino.

«Qualche volta», ha detto scoprendo la targa mons. František Rábek, vescovo inviato della Conferenza Episcopale Slovacca e coordinatore capo delle celebrazioni dell’Anno giubilare in Slovacchia, «la gente ha bisogno di tanto tempo per comprendere a fondo le cose. Da allora passarono quasi 1100 anni, ma proprio l’esempio dei santi Cirillo e Metodio ispirò il Concilio Vaticano II nel consentire la celebrazione della liturgia nella lingua del popolo. Credo che voi veneziani non sappiate immaginarvi la celebrazione della santa Messa se non nella bellissima lingua italiana. Voglio allora ringraziare voi, fratelli veneziani, per questo “risarcimento” ai santi Cirillo e Metodio, dato oggi dalla vostra accoglienza, esempio di amore cristiano».

La cerimonia, tenutasi presso la veneziana Basilica di San Pietro di Castello, prima cattedrale e prima sede del Patriarca di Venezia, nel corso dell’annuale sagra partecipata da centinaia di fedeli, è stata guidata dal vescovo Rábek, Ordinario militare della Slovacchia, insieme all’Arcivescovo emerito di Gorizia Dino De Antoni. Mons. De Antoni, conoscitore del mondo slavo, ha lodato l’idea e ha rimarcato come l’iniziativa affidi ai santi degli slavi un posto e un riconoscimento in quella che fu l’antica cattedrale della città di Venezia, che li vide protagonisti di un evento anticipatore.

L’Ambasciatore della Repubblica Slovacca, Mària Krasnohorskà, ha ricordato l’importanza dell’anno 2013 nella giovane storia del suo Paese: «festeggiamo infatti», ha detto, «i 20 anni della nostra repubblica indipendente e sovrana, e i 1150 anni dall’arrivo dei nostri padri, i santi Cirillo e Metodio, nella Grande Moravia, ove oggi è l’odierna Slovacchia. […] Italia e Slovacchia sono oggi legati insieme nell’Unione Europea, come volevano Cirillo e Metodio, padri dell’Europa». Da oggi, ha sottolineato, «la Slovacchia, con le sue radici, è presente in questa chiesa, accrescendo i già ricchi legami tra Italia e Slovacchia».

Anche il Vice Sindaco di Venezia Sandro Simionato ha voluto sancire «l’errore di miopia commesso in passato nel non riconoscere il diritto di poter manifestare la fede nella propria lingua». «Oggi siamo a risarcire, come bene diceva il vescovo Rábek, questo sbaglio, e ringrazio a nome della città di Venezia la sensibilità che la Repubblica Slovacca dimostra per questo legame storico che ci unisce».

Presente l’autore dell’opera, il Maestro scultore, medaglista e incisore slovacco Marián Polonský, che non ha nascosto la sua emozione per il compimento di questo progetto dopo una lunga ideazione e un altrettanto lungo lavoro, dicendo di sentirsi, nel creare questa opera per Cirillo e Metodio, solo «uno strumento della volontà di Dio che ha cercato di tradurre i suoi sentimenti in questa lapide». Il Maestro Polonský vanta già opere simili in Italia, dedicate al tema dei santi Apostoli degli Slavi – nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, e nella Cattedrale di Ravenna, luoghi che hanno radici profonde e di grande importanza nella storia del cristianesimo.

Infine, la presidente di Associazione Allegra, Zuzana Solieri, ha detto che «posare una targa ai santi Cirillo e Metodio proprio qui a Venezia, dove si è compiuto un momento storico fondamentale per la nostra storia, è stata una grande sfida, ma anche una grande responsabilità. Oggi alla cerimonia, abbiamo scoperto questa lapide e posso dire che è stato molto emozionante. Ci sentiamo orgogliosi di averlo fatto e abbiamo la sensazione che ne è valsa la pena».

Da oggi dunque Venezia, a lungo punto di riferimento e centro di dialogo tra le due parti del continente, porta un segno del passaggio in città di Cirillo e Metodio, sancendo relazioni storiche con il mondo slavo, e la Slovacchia in particolare, in un anniversario così importante come i 1150 anni della missione in Grande Moravia.

Il progetto è stato realizzato dall’Associazione Allegra di Bratislava e sostenuto da Ministero della Cultura della Repubblica Slovacca, Ministero degli Affari Esteri ed Europei della Repubblica Slovacca, Conferenza episcopale della Slovacchia, Slovenske elektrarne, una controllata del Gruppo Enel, Nadácia (Fondazione) VÚB, Jozef Behýl.

Una slideshow della cerimonia è visibile a tutto schermo a questo link.
Maggiori informazioni si possono trovare sul sito www.allegraweb.eu.

Buongiorno Slovacchia è media partner dell’evento insieme a:

Associazione Allegra intende ringraziare a vario titolo: Stanislav Bajanik, Marián Polonský, Tomás Polonský, mons. František Rábek, mons. Renato Tasso, mons. Antonio Meneguolo, Mária Krasnohorská, Paolo Basili, Federica Carlotta Girardi, Francesco Leoncini, Stanislav Vallo, Michele Bologna, Ignacio Jaquotot, Loris Colusso.

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