Creatività stile e ricerca: quanta passione dietro la moda. In chiusura la mostra di Bratislava

Chiude oggi la mostra sulla moda italiana a Bratislava che è rimasta visitabile per tutto il mese di giugno nell’ambito del festival Dolce Vitaj.  Sono 38 gli abiti di noti stilisti come Armani, Biagiotti, Coveri, Valentino, Gattinoni, Lancetti, Missoni, Fendi, Prada, Renato Balestra, Sorelle Fontana, Versace – solo per citarne alcuni – che hanno portato in Slovacchia la testimonianza del grande impegno intellettuale ed imprenditoriale italiano di creatività artistica ma anche di alta tecnologia dei materiali, accompagnato alla estrema professionalità della mano d’opera nostrana.

Negli anni Cinquanta in Italia inizia un nuovo processo creativo, con tutte le caratteristiche di un’avanguardia, che dedica attenzione alle stoffe, al taglio, all’eleganza sublime degli abiti, intesi come opere d’arte, apprezzati nel giro di poco tempo in tutto il mondo. L’Alta moda trova spazio a Firenze, a Milano, a Roma ed in altre città della penisola, i sarti preparano abiti che sono la sintesi di un grande cambiamento epocale, della voglia di vivere e della rinascita, dopo il periodo buio della guerra. L’emergente stile italiano sorprende tutto il pianeta, cominciando a guidare le mode, e rendere ancor più attraenti le stelle dello spettacolo che con i nuovi mezzi di comunicazione cominciano ad esser note al grande pubblico. Quelli che un tempo erano chiamati sarti diventano stilisti, la produzione cresce sempre più, la piccola bottega si trasforma in ateliér. È un nuovo Rinascimento, fatto di forme, colori e raffinatezza che coglie la crescente importanza sociale, culturale ed economica di un bisogno primario.

Eleganza e bon-ton, eccentricità e stravaganza, opulenza e sperimentazione caratterizzano i modelli esposti, la cui rassegna è stata preparata dallo Studio Galgano di Roma, diretto da Fiorella Galgano, alla quale all’inaugurazione abbiamo posto alcune domande.

D: Qual è stata l’idea di base che vi ha guidato nella preparazione di questa mostra?

FG: Raccontare una storia – la storia di come si fanno gli abiti in Italia. Dunque la sartoria. Da lì siamo partiti alla ricerca di abiti facendo vedere la costruzione sia dell’abito di haute couture femminile che l’abito di sartoria maschile, e poi sviluppato nelle varie tematiche. L’anima diventa materia, quindi il tessuto, come viene lavorato, il ricamo, l’intarsio, la stampa, e la tecnologia di Prada che ha scoperto il tessuto tecno.

D: Qual è qui l’abito che forse rappresenta di più la tradizione italiana? E quale il futuro?

FG: Per la tradizione – le Sorelle Fontana, che hanno rappresentato la Dolce Vita, nel vero senso della parola, perché tutte le grandi star del cinema che venivano a girare film in Italia in quel periodo dovevano fare sosta all’ateliér Fontana. E per il futuro, noi abbiamo qui giovani stilisti con le scuole, l’Accademia di moda e costume, L’Istituto europeo di design di Firenze e di Roma, le tecnologie di Prada e tutti i nuovi stilisti, che stanno sorgendo adesso. Quindi è un po’ un percorso tra vecchia tradizione e futuro.

D: E dove sarà in futuro il centro della moda internazionale?

FG: è vero, il computer ha trasformato tutto. Ma io spero comunque che il centro della creatività rimanga in Italia. L’Italia è stata sempre nei fatti la madre della creatività. Se l’è contesa un po’ con la Francia, è vero, però noi… siamo più bravi (ride), sono orgogliosa di dirlo. La creatività è essenziale. Rimarranno dei paesi determinanti per quello che sarà la fase creativa. Poi quali saranno gli sviluppi, non lo sappiamo. Oltre alla rivoluzione portata dal computer, le sfilate cominciano ad essere un po’ stanche, e dovrebbe essere cambiato il sistema. A Milano si sta lavorando per trovare delle soluzioni alternative. Sono entrati alla Camera della moda Diego Della Valle e Bertelli di Prada, quindi si presume che queste figure apporteranno delle grandi novità.

D: La moda è destinata a resistere o si arrenderà all’industria?

FG: L’alta moda resisterà perché resiste il lusso, e finchè questo trend non avrà un declino e i fatturati non diminuiscono, la moda ci sarà sempre. Forse si trasformerà in haute couture, sarà un po’ più alla portata del pubblico. Sta tornando il sarto anche per la vita di tutti i giorni, perché sta cambiando un po’ il modo di comprare… si compra da Zara o da H&M per avere un abito a basso costo, però si va dal sarto per farsi fare l’abito per il matrimonio. Quindi si può parlare di un concetto di rinnovamento. In base a come si acquista, si cambia di conseguenza il modo di creare.

D: Lei è nel settore da molti anni, avrà conosciuto un po’ tutti questi stilisti…

FG: Sì, anche perché pure io vengo da quel periodo, ho avuto l’onore e il piacere, come modella, di partecipare a quel momento in cui la moda faceva i suoi primi passi in Italia, e poi l’ho seguita successivamente come giornalista. Conosco le storie di tutti, molti non ci sono più.

D: Avendo vissuto questo mondo dal di dentro, come ha visto il rapporto tra sarto e cliente? Nell’alta moda il cliente ha già un’idea esatta di cosa vuole, o è disponibile ad ascoltare il consiglio dell’ateliér? E questo rapporto è cambiato nel corso del tempo?  

FG: Beh, in questo caso bisogna distinguere – tra uomini e donne. L’uomo si lascia consigliare, e non va mai con un giornale in mano dicendo al sarto “voglio questo”. Le donne, a volte commettono questo errore. Sa, lo fanno anche con il chirurgo estetico… (risata). Però, devo dire che i sarti sono molto decisi, non si lasciano prendere la mano. Sono loro che impongono, altrimenti preferiscono non vestire. Lo stilista è un artista, non permette che si snaturi la propria creazione.

D: A Bratislava di nuovo con un mostra dopo quella del 2010…

FG: Sono felice di essere tornata a Bratislava, perché questa città ci piace moltissimo. Ci piace molto, a me e alle mie collaboratrici, questo fermento culturale che percepiamo, questa – direi anche – intellettualità di questa città che è piccola ma piena di fervore. Spero ci sarà ancora occasione di tornare qui a Bratislava, portando una nuova mostra. Ce l’avremmo già in mente. Chi lo sa?

(P.S.)

Cosa: Passioni e sogni della moda italiana
Dove: Sala Dvorana del Ministero della Cultura, Namestie SNP 33, Bratislava
Quando: fino al 27/6/2013, ore 10:18

 

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