Presidente: sanzioni per medici troppo rigide, no a riduzione pene per droga

Il Presidente slovacco Ivan Gasparovic sta spingendo per emendare la legge passata dal Parlamento a inizio mese per un serio inasprimento delle sanzioni per gli operatori sanitari che si rifiutano di lavorare quando viene dichiarato uno stato di emergenza. La legge attuale prevede che i renitenti potrebbero perdere la loro iscrizione all’albo per un massimo di dieci anni. Gasparovic, che ha posto il suo veto alla modifica al Codice penale, ritiene che tale massimo di pena sia eccessivo e debba essere rivisto. Vari parlamentari avrebbero dichiarato di voler accogliere le obiezioni, e la Commissione costituzionale avrebbe raccomandato di ridurre tale esclusione per un massimo di due anni.

Gasparovic non è d’accordo neppure con la riduzione da quattro a tre anni della pena minima per reati connessi alla droga prevista da un’emendamento parlamentare, provvedimento che permetterebbe ai tribunali di dare la libertà vigilata ai condannati. Secondo il Presidente, tale cambiamento darebbe vantaggi non solo ai consumatori di sostanze stupefacenti ma anche a chi le spaccia, rendendo in questo modo le droghe più facilmente accessibili. In questo caso, scrive il quotidiano Pravda, la Commissione costituzionale del Parlamento ha raccomandato proprio di ridurre le pene minime a tre anni. Contro questa riduzione anche il parlamentare Daniel Lipsic, leader di NOVA ed ex Ministro degli Interni, che ha affermato come finora nessuno è stato messo in galera per avere addosso una quantità droghe anche leggermente superiore a dieci volte la dose giornaliera. Dunque non c’è ragione, dice, di promuovere una riduzione di pena, che finirebbe per mandare a casa i piccoli spacciatori.

(Red)

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