Mostra fotografica dell’uomo Dubcek, il “socialista dal volto umano”. A Bratislava fino al 2/7/2013

Come già annunciato dal nostro giornale, nel quadro delle manifestazioni legate al Festival italiano Dolce Vitaj 2013, ha avuto luogo ieri, lunedì 24 giugno alle 17:00 l’inaugurazione ufficiale della mostra fotografica dedicata ad Alexander Dubcek, di fatto già aperta al pubblico fin dal 22 precedente presso i locali della „Západná terasa“ del Castello di Bratislava.

La simpatica cerimonia, presente un nutrito e qualificato pubblico, è stata aperta dall’Ambasciatore d’Italia Roberto Martini, il quale, dopo un benvenuto a tutti i presenti, ha evidenziato la sempre più salda amicizia tra Slovacchia e Italia, ed ha ricordato con quanto affetto ed entusiasmo fu accolto lo statista slovacco in Italia, nonché il conferimento allo stesso della laurea honoris causa da parte dell’Università di Bologna.

Alle parole dell’ambasciatore si è unito anche il direttore del Ministero degli Affari Esteri, che, a nome del governo slovacco ha sottolineato la viva collaborazione in atto tra l’Italia e la Slovacchia.

Ha preso poi la parola il prof. Francesco Leoncini, del Dipartimento di Studi Storici dell’Universitá  Ca’ Foscari di Venezia, uno dei più noti studiosi della storia e della cultura dei paesi slavi. Il professore, con una prolusione dal tono calmo e discorsivo e una chiarezza di linguaggio non comune, ha tratteggiato la figura politica di Alexander Dubcek, una delle più importanti personalità del ‘900 che hanno influenzato la storia contemporanea non solo in Slovacchia, ma nel mondo intero. Messaggero del „socialismo dal volto umano“ e della breve „Primavera cecoslovacca“, presto soffocata dalle truppe del Patto di Varsavia, Dubcek fu escluso dalla vita politica, ma non rinunciò mai alle sue idee tendenti a coniugare il socialismo con la democrazia e la libertà.

All’estero rilascioò le sue prime due interviste all’Unità, giornale del PCI, che si era schierato con il suo tentativo di rifondare il socialismo nella democrazia. Dopo la „Rivoluzione di velluto“ del 1989, egli tornò alla politica attiva e fu eletto Presidente dell’Assemblea Federale Cecoslovacca, ma fu troncato da un incidente automobilisico nel 1992.

Successivamente è intervenuto, suscitando intensa commozione nell’attento uditorio e perfino nella simpatica interprete, l’ultimo dei quattro figli di Dubcek, il quale ha ricordato la figura del padre e il coraggio che egli manifestò per affermare le sue idee, anche a costo di mettere a repentaglio la sicurezza sua e quella della sua famiglia, sottolineando, a conclusione dei suoi ricordi, il grande legame di affettuosa simpatia che lo univa all’Italia e i riconoscimenti ricevuti dal Paese amico.

Ha concluso la manifestazione il grande fotografo Vladimir Benko, autore delle belle immagini esposte in mostra, evidenziando che, con la sua opera, egli volle immortalare soprattutto il Dubcek uomo, piuttosto che il politico, cogliendolo nei vari momenti della vita quotidiana. Lo statista dal luminoso sorriso, nel frattempo, da quelle foto sembrava guardare con affetto e compiacimento quanti quel giorno hanno voluto ricordarlo.

Durante tutta la cerimonia è stata presente la nuova direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Bratislava. Presente pure la prof.ssa Zelmira Ozdínová, insegnante di lingua francese presso l’Università Comenius di Bratislava, che nel 1992 fece da interprete a Dubcek in un incontro con una delegazione dell’UNESCO.

La mostra proseguirà fino al 2 luglio 2013, con apertura tutti i giorni, tranne la domenica, dalle 11:00 alle 17:00.

(Ferdinando Leonzio)

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