L’UE frena i piani di espansione energetica in Polonia della Russia monopolista

Il Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger, ritiene che il gasdotto Yamal 2, concepito dai russi per portare il gas dalla Bielorussia alla Slovacchia attraverso il territorio polacco, debba rispettare le leggi dell’Unione. Tutelati i progetti di diversificazione delle forniture di gas di Bruxelles.

La Polonia non è la provincia russa, e la Russia non ha alcun diritto di rivendicare le sue ambizioni di stampo imperiale sui paesi dell”Europa Centrale. Nella giornata di martedì 18 Giugno il Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger, ha dichiarato che la realizzazione del gasdotto Yamal 2 è impossibile senza il rispetto delle leggi dell’Unione Europea. Il Commissario ha sottolineato come il gasdotto, progettato dalla Russia per veicolare 15 miliardi di metri cubi di gas russo all’anno da Kobrynie, in Bielorussia, a Velke Kapusany, in Slovacchia, deve essere gestito da un ente differente da quello incaricato della compravendita del gas trasportato dalla conduttura, come dichiarato dal Terzo Pacchetto Energetico UE.

Come riportato da Gazeta Wyborcza, Oettinger ha illustrato come il Yamal 2 non rappresenti la continuazione del Yamal 1, come invece sostenuto dalla Russia per permettere al monopolista statale russo del gas, Gazprom, di controllare sia il gasdotto, che la compravendita di gas in Unione Europea.

Il Yamal 1, meglio noto come Yamal-Europa, è un gasdotto realizzato nel 1993 per veicolare gas russo dalla Bielorussia alla Germania attraverso la Polonia.

Ad oggi, il gasdotto è controllato dalla EuRoPolGaz: una joint venture compartecipata da Gazprom e dalla compagnia energetica polacca PGNiG. Lo scorso aprile, i vertici EuRoPolGaz hanno firmato con la Russia l’accordo per la realizzazione del Yamal 2, senza però che il Governo polacco fosse informato. Con la posizione della Commissione Europea, la realizzazione dello Yamal 2 è bloccata, anche perché la Russia non ha ancora presentato alla Commissione Europea alcun progetto riguardo alla realizzazione del gasdotto.

Lo scopo della Russia è quello di aumentare il flusso di gas esportato in UE per mantenere l’egemonia sul mercato energetico dell’Unione Europea, e contrastare i tentativi di diversificazione delle forniture di gas pianificati dalla Commissione Europea.

Mosca vuole Yerevan nell’Unione Doganale – L’utilizzo del gas come strumento geopolitico funziona però in Armenia, dove la Russia ha proposto l’ottenimento del controllo totale della compagnia energetica armena ArmRosgazprom in cambio di uno sconto sulle forniture di oro blu. La proposta è avvenuta a margine di un incontro tra il capo di Gazprom, Alexei Miller, e il Ministro dell’Energia armeno, Armen Movsisyan. Come riportato da Natural Gas Europe, l’Armenia, per diversificare le forniture di gas, ha pensato di avviarne l’importazione dall’Iran.

La Russia è invece intenzionata a integrare l’Armenia nell’Unione Doganale: progetto di integrazione economica dei Paesi ex-URSS progettato da Mosca per sancire l’egemonia del Cremlino nello spazio ex-sovietico. All’Unione Doganale già hanno aderito Bielorussia, Kazakhstan, Kyrgyzstan ed Ucraina – come membro osservatore – mentre interesse è stato manifestato dal Vietnam.

(Matteo Cazzulani)

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