Csatary: anche la giustizia slovacca lo vuole, il processo in contumacia a metà luglio

Ladislav Csatary, il presunto criminale nazista accusato di aver contribuito alla deportazione e successiva uccisione di 15.700 ebrei dal ghetto di Kosice durante la seconda guerra mondiale, incriminato ieri da un tribunale ungherese, dovrà affrontare anche la giustizia slovacca, presso la corte di Kosice. Non avendo l’imputato scelto un suo difensore di fiducia, il giudice slovacco ne ha scelto uno per lui e ha impostato la data del procedimento per il 19 luglio. I giudici dovranno decidere se chiederne l’incarcerazione in modo che Csatary porti a termine la condanna all’ergastolo inflittagli da un tribunale cecoslovacco dopo la guerra, nel 1948. L’uomo, oggi 98enne, è in stato di detenzione domiciliare a Budapest, in Ungheria, dove ha risieduto negli ultimi quindici anni in un quartiere residenziale. Alla fine del conflitto era fuggito in Canada, dove nel 1995 gli venne revocata la cittadinanza, motivo per cui rientrò in Ungheria, evitando la Slovacchia dove pendeva una sua condanna in contumacia. Le autorità giudiziarie ungheresi dovrebbero aprire il processo entro 3 mesi, ma non vi è alcuna indicazione se hanno poi intenzione di estradarlo in Slovacchia.

Csatary è stato comandante nel ghetto ebraico di Kassa nel 1944, allora sotto l’autorità ungherese ma occupata dai tedeschi, e sarebbe stato coinvolto nelle deportazioni di massa di persone di razza ebraica verso il campo di concentramento di Auschwitz e verso l’Ucraina, dove i prigionieri subirono la morte.

La condanna a morte del 1948 è stata commutata in ergastolo il 31 gennaio scorso dal tribunale regionale di Kosice. Csatary è stato rintracciato e messo agli arresti nel luglio dello scorso anno, quando due reporter del tabloid britannico The Sun lo hanno scovato nel suo rifugio nella capitale ungherese, seguendo le indicazioni del Centro Simon Wiesenthal di Gerusalemme. Il centro ritiene che Csatary abbia avuto un ruolo chiave nella deportazione di 300 abitanti Kosice verso l’Ucraina, dove la maggior parte di loro sono stati in seguito uccisi nell’estate del 1941 nella città di Kamenyets Podilsky.

(Fonti Sita, Sme)

Foto: The Sun

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