UniCredit Slovakia: minoranza in mano al governo mette a rischio la fusione

Il governo slovacco starebbe minacciando di bloccare, o quanto meno ritardare, la prevista fusione tra le controllate di UniCredit in Repubblica Ceca e Slovacchia in un unico istituto bancario. Il Ministero dell’Agricoltura slovacco, che è azionista di minoranza della banca con sede a Bratislava con lo 0,37%, non è d’accordo con il corrispettivo offertogli e potrebbe votare no all’assemblea generale straordinaria che si terrà domani 19 giugno per sigillare la fusione transfrontaliera delle filiali ceche e slovacche.

La banca ha stabilito come corrispettivo in contanti 12,50 euro per ognuna delle 142 mila azioni, mentre i soci di minoranza riterrebbero adeguato un prezzo nel range di 15-20 euro per azione, tenendo conto del reale valore di mercato.

Il progetto di fusione, nell’ambito di una globale ristrutturazione del gruppo UniCredit, è stato deciso verso la fine dello scorso anno, e si dovrebbe concludere entro il 2013, dopo di che la banca agirebbe sul mercato creditizio slovacco come filiale di banca estera. UniCredit Bank è nata in Slovacchia nel 2007, con la fusione di UniBanka (ex Polnobanka) e HVB Bank. Il 99% delle azioni è in mano a UniCredit Bank Austria, mentre il resto è di piccoli azionisti.

(Red, Fonte Pravda)

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