Il bisonte europeo reinserito nel Parco Nazionale di Poloniny anche grazie a Elips Slovakia

Supportata da scienziati provenienti dall’Università di Udine, l’Università di Perugia, il Parco Nazionale Natura Viva di Bussolengo (VR), ELIPS Slovakia ha portato a termine con successo il primo step del progetto di “Reinsediamento del bisonte europeo” nel Parco Nazionale di Poloniny, nella Slovacchia orientale. Questo lavoro, inserito all’interno di un progetto più ampio volto al ripristino dell’ecosistema naturale nei Carpazi, è nato dalla necessità di studiare la specie del bisonte europeo e preservarla dagli attuali cambiamenti climatici e dal rischio estinzione.

Dopo aver corso il rischio di scomparire alle fine del XIX secolo, infatti, oggi la specie è considerata vulnerabile ed inserita nella Lista Rossa dalla IUCN delle tipologie di animali minacciate (Olech, 2008). Gli obiettivi principali sono stati quello di aumentare le dimensioni della popolazione stanziata nel Parco Nazionale di Poloniny e, ancor più importante, gestire il piccolo pool genetico attraverso il coordinamento dell’alimentazione degli animali in cattività ed il corretto reinserimento di alcuni esemplari nell’habitat.

Per meglio gestirne la complessità, il lavoro è stato suddiviso in cinque azioni, ciascuna con propri specifici obiettivi, strumenti e metodi di analisi. Non tutte hanno, tuttavia, portato ai risultati attesi, ma nel complesso l’esito del progetto di “Reinsediamento del bisonte europeo” è stato decisamente positivo. Di seguito sono elencate e brevemente descritte le cinque azioni.

Azione 1 – studiare il comportamento sociale dei bisonti;
Azione 2 – studiare le abitudini nutrizionali;
Azione 3 – studiare le interazioni tra le specie;
Azione 4 – studiare l’uso dello spazio da parte dei bisonti;
Azione 5 – studiare l’impatto ambientale.

Azione 1

La prima azione si focalizzava sul monitoraggio del comportamento nutrizionale dei bisonti già presenti nel Parco di Poloniny, con l’obiettivo di comprendere le tipologie di vegetazione preferite (quali erbe, arbusti. alberi, ecc.) dagli animali in aree di pascolo identificate e di osservare i modelli di comportamento tenuti dagli esemplari, nonché le interazioni tra loro, durante specifiche attività come il pascolo, il riposo, gli spostamenti, eccetera. L’attività sul campo era stata programmata per essere svolta nell’arco di una settimana nel giugno 2012, dopo un’attenta preparazione delle apparecchiature satellitari nonché delle schede per la registrazione dei dati. Sfortunatamente non andò come previsto, poiché durante la spedizione al Parco Nazionale di Poloniny i radio-collari dei bisonti risultarono problematici e non rilevarono né i segnali satellitari né il GPS, elementi fondamentali per la localizzazione degli esemplari e del branco e necessari per ottenere risultati validi.

Azione 2

La seconda azione sviluppava una tematica poco trattata in letteratura e finalizzata, oltre che a valutare lo stato di salute dei bisonti stanziati nel Parco Nazionale di Poloniny, ad identificare i rischi dovuti alla reintroduzione di alcuni esemplari, monitorando la presenza e la diffusione di parassiti in questi animali attraverso l’analisi fecale. I risultati, mostrando una bassissima concentrazione di parassiti, hanno rivelato un buono stato di salute dei bisonti presenti nel Parco di Poloniny, esito probabilmente correlato al basso numero di animali stanziati in una zona molto estesa, e hanno indotto, conseguentemente, un rischio quasi nullo per la reintroduzione di nuovi esemplari di bisonte europeo.

Sembra probabile, tuttavia, che una densità di popolazione elevata faciliti la trasmissione dei parassiti, soprattutto a causa delle ripetute deiezioni in postazioni fisse e del sedentario comportamento tenuto dalla specie. Inoltre, una densità di popolazione elevata è stata identificata quale elemento di stress sociale per il bisonte europeo, e lo stress causa un calo delle difese immunitarie in alcune specie.

Tuttavia risulta improbabile che i parassiti siano causa della possibile estinzione del bisonte europeo, poiché, pur potendo emergere come minaccia significativa, la loro velocità di trasmissione diminuisce con il calo della densità di popolazione degli animali, elemento che spesso conduce il parassita stesso all’estinzione.

Azione 3 – Azione 4 – Azione 5

Le ultime tre azioni possono essere affiancate poiché gli strumenti utilizzati per le osservazioni e le analisi erano gli stessi (radiotelemetria).

Gli obiettivi erano quello di descrivere l’uso delle spazio da parte dei bisonti presenti nel parco, rilevando il loro comportamento al variare delle stagioni, studiando le caratteristiche e l’importanza dei diversi habitat da loro scelti, osservando le interazioni tra i bisonti e le altre specie animali, analizzando eventuali conseguenze dovute alla presenza umana ed alle attività umane connesse. In aggiunta era stata verificata le possibilità di utilizzare i dati del monitoraggio per finalità turistiche.

Lo studio è stato svolto con metodi telemetrici, consentendo di descrivere in maniera accurata la posizione e lo spostamento degli animali. La radiotelemetria, infatti, attraverso l’uso di radiocollari, si è dimostrata la tecnica ideale per osservare lo spazio familiare, le distanze percorse giornalmente dai bisonti ed i ritmi di attività.

Dalle analisi era emerso come gli esemplari preferissero stanziarsi nella zona centrale del parco chiamata “Starina”, caratterizza dalla mancanza di villaggi, dall’assenza di una presenza umana stabile e contraddistinta da grandi aree verdi, da villaggi evacuati e distrutti per la realizzazione di un serbatoio d’acqua (1988) e da alcuni cimiteri militari (conseguenti alla Prima Guerra Mondiale).

Nella zona in esame, tuttavia, è possibile cacciare alcune specie di mammiferi, tra cui il lupo, ed è presente una tradizione popolare di raccolta dei funghi.

La presenza del bisonte europeo all’interno del Parco di Poloniny, oltre che utile al ripristino di un ecosistema naturale, è utilizzata anche per promuovere l’eco-turismo, essendo la presenza di questa specie una peculiarità unica in Slovacchia ed essendo presenti  in tutta la regione dei Carpazi solo altri tre mandrie, una in Polonia e due in Ucraina.

Non si pensi che nel Parco Nazionale del Poloniny, la presenza del bisonte europeo non abbia causato alcune interazioni negative. In particolare i cacciatori considerarono (e considerano) questa specie un potenziale detraente per la loro caccia ai lupi; inoltre, anche gli utenti di seconde case (seppure le case siano realizzate in aree vietate) e le persone che frequentano i cimiteri, che sono stati protetti con recinzioni, hanno mostrato disappunto nei confronti del reinserimento della specie.

Il bisonte è il maggior mammifero che è sopravvissuto fino ai giorni nostri in Europa. Il Bison bonasus (Bisonte europeo) raggiunge una stazza di quasi 1.000 kg con un’altezza di circa 2 metri e una lunghezza intorno ai 3 metri. In Slovacchia gli ultimi esemplari di “zubor hrivnatý” erano stati sterminati oltre cinque secoli fa. A riprova che l’animale era una volta diffuso nel Paese, ci sono una serie di località che ne hanno ereditato il nome: Zuberec, Zubrohlava, Zubrá e altri. La tradizione dice che a uccidere l’ultimo bisonte selvaggio in Slovacchia fu re Mattia Corvino (Matej Korvín) nella seconda metà del ‘400.

 

Per maggiori info vedere:

Parco nazionale di Poloniny

Bisonte europeo

Poloniny National Park and East Carpathian Biosphere Reserve

il meglio del parco

 

Video: liberazione nel Parco di Poloniny dei bisonti europei nati al Parco Natura Viva di Bussolengo (VR) – progetto della Large Herbivours Fund.

Video: reintroduzione bisonte europeo a Poloniny – Ceska Televizia.

 

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