Sicurezza alimentare, UE: lontano dagli scaffali gli alimenti pericolosi

La Commissione Europea ha pubblicato ieri il rapporto annuale sull’Europe’s rapid alert system for food and feed (Rasff) che rivela che «Nel 2012 quasi il 50% delle notifiche ha riguardato il respingimento alle frontiere della UE di alimenti e mangimi che presentavano rischi per la sicurezza alimentare».

Il Rasff, avviato oltre 30 anni fa, è un importante strumento informatico che semplifica il flusso transfrontaliero di informazioni tra le autorità nazionali preposte alla sicurezza alimentare e dà ai cittadini europei un elevato livello di sicurezza alimentare. Quando vengano rilevati rischi per la salute umana nella catena dell’alimentazione umana e animale, la rete Rasff permette quasi sempre (anche se le falle in questi anni non sono mancate) rapidi scambi d’informazioni tra gli Stati membri e la Commissione UE. In tutti i membri del Rassf (l’UE a 27 più  Norvegia, Aesa, Esa, Liechtenstein, Islanda e Svizzera) il servizio è attivo 24 ore su 24, per garantire che le notifiche urgenti siano inviate, ricevute e ottengano risposta in modo collettivo ed efficace. Grazie al Rasff molti rischi in materia di sicurezza alimentare sono stati sventati prima di poter danneggiare i consumatori. Quando viene individuato un prodotto a grave rischio, il Rasff informa il paese terzo interessato perché adotti gli opportuni correttivi e impedisca che il problema si ripresenti. Se il problema individuato è grave e persistente, la Commissione invia una lettera alle autorità nazionali del paese terzo interessato in cui chiede che i correttivi (cancellazione di stabilimenti dall’elenco di quelli abilitati, blocco delle esportazioni o intensificazione dei controlli) siano attuati con urgenza.

Ecco in sintesi cosa dice il rapporto Rassf 2012.

Risultato: rendere più sicure le importazioni. Nel 2012, le notifiche Rasff hanno raggiunto un totale di 8.797, in diminuzione del 3,9% rispetto al 2011. Di queste, 3.516 sono notifiche originali (40%) e 5.281 sono notifiche di follow-up (60%). Da queste cifre emerge una contrazione delle notifiche originali del 7,8% contro una delle notifiche di follow-up dell’1,2%. 526 notifiche di allarme in tutto hanno riguardato rischi gravi riscontrati in prodotti sul mercato: ciò rappresenta un calo del 14% rispetto al 2011.

Tipologia delle notifiche. Delle 3.516 notifiche originali, trasmesse nell’ambito del Rasff nel 2012, 332 hanno riguardato mangimi (9,4%); per i materiali a contatto con gli alimenti, si contano 299 notifiche (8,5%). Queste cifre non si discostano molto da quelle del 2011. 2.885 notifiche originali hanno riguardato alimenti.

Questioni inconsuete: l’esempio dell’avvelenamento da metanolo. Nel settembre 2012, l’Autorità per la sicurezza alimentare ceca informava il Rasff di persone colpite da un avvelenamento da metanolo dopo aver consumato bevande alcoliche appena distillate. In quel caso, l’adulterazione delle bevande alcoliche ha avuto conseguenze devastanti ed è costata 36 vite umane. L’Autorità Ceca si servì del canale Rasff per informare tempestivamente e aggiornare i partner UE sulle indagini e sulle misure via via adottate.

Il sistema Rasff è soprattutto una piattaforma per diffondere informazioni sulle problematiche della sicurezza alimentare, il metanolo della Repubblica Ceca e lo scandalo delle carni equine in tutta Europa hanno suscitato la legittima esigenza di scambiare informazioni sul fenomeno emergente che sono le frodi alimentari. La Commissione UE dice che per affrontare i problemi legati alle frodi alimentari, con un suo piano d’azione in 5 punti, «Intende colmare le lacune individuate sulla scia dello scandalo della carne di cavallo e istituire una procedura di scambio rapido d’informazioni e d’allarme in casi che configurano delle possibili frodi alimentari».

Il Commissario alla salute ed alla politica dei consumatori, Tonio Borg, ha sottolineato che «Il Rasff è oggi indispensabile per rispondere e porre rimedio a situazioni che possono compromettere la sicurezza alimentare della UE perché rende possibile il rapido scambio di informazioni, essenziali alla tutela dei consumatori europei. Anche se lo scandalo delle carni equine, che di recente ha avuto grande risonanza, non rientra in questo periodo di riferimento, è importante sottolineare che grazie all’esistenza del sistema Rasff le autorità di sicurezza alimentare in tutta la UE hanno potuto scambiare rapidamente informazioni, rintracciare prodotti e ritirarli dal mercato». Egli ha così concluso: «La Commissione intende ampliare il campo di applicazione del Rasff ed estenderlo alla lotta antifrode».

(Fonte GreenReport.it)

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