Slovakia Summit 2013: a Bratislava i presidenti dell’Europa centro-orientale

Questa settimana in Slovacchia si terrà il maggior evento istituzionale nella storia di questo giovane Paese, titola oggi l’agenzia di stampa Sita. Il 12 e 13 giugno si svolge lo Slovakia Summit 2013, un vertice dell’Europa centro-orientale che vedrà la presenza nella capitale Bratislava dei presidenti di una ventina di nazioni europee, oltre al Presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy.

Ad oggi hanno confermato di partecipare i capi di Stato di Austria, Romania, Montenegro, Estonia, Macedonia, Lituania, Croazia, Ucraina, Polonia, Lettonia, Bulgaria, Moldavia, Ungheria, Serbia, Albania, Slovenia, Repubblica Ceca, il capo del Consiglio di Presidenza della Bosnia ed Erzegovina, e il rappresentante del Kosovo Atifete Jahjaga. Con loro saranno in città anche 13 First Ladies. All’apertura del summit, presso l’edificio Reduta di Bratislava, sarà presente hanno il capo del Consiglio Europeo Van Rompuy.

Nelle due giornate si discuterà di questioni politiche, economiche, sociali e di sicurezza, che saranno fondamentali per lo sviluppo della regione, e dell’intero continente, in una prospettiva di medio termine una volta che la crisi allenterà la sua morsa. Nella discussione ci si concentrerà anche sulla ricerca di incentivi per una ripresa sostenibile e la prevenzione delle recidive di simili crisi – economiche e finanziarie – nel futuro. Sul tavolo sarà una profonda riflessione su una maggiore integrazione economica per cercare una soluzione agli attuali problemi economici e sociali della regione.

Il vertice è un’occasione unica per discutere apertamente anche con i paesi che non sono membri dell’Unione Europea. Il capo dell’Ufficio del Presidente slovacco, Jan Soth, sottolinea come, pur non significando un cambiamento nella posizione di non riconoscimento della sua indipendenza, la Slovacchia ha invitato all’incontro anche il Kosovo, perché i problemi dell’area UE sono gli stessi anche per quel Paese, «buco nero d’Europa». Lo scopo secondario di questa inclusione è anche l’idea di proseguire nella promozione del dialogo tra Pristina e Belgrado, che sembra incanalata su un percorso positivo.

Per evitare di alzare veti incrociati e delicate questioni diplomatiche, i capi di Stato saranno seduti intorno al tavolo senza bandiere e simboli di Stato, ma con il solo nome del Paese e nome del rappresentante.

Questo 18° vertice dei presidenti dell’Europa Centrale costerà, secondo il portavoce di Gasparovic, diverse centinaia di migliaia di euro, che saranno fatturati in quota ai paesi partecipanti.

Avere in città tante personalità potrà comportare una serie di limitazioni per il traffico, e certe zone saranno off-limits.

(La Redazione)

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