Estremisti ungheresi protestano contro il Trianon davanti all’Ambasciata slovacca

Diverse centinaia di estremisti hanno partecipato domenica 2 giugno a una protesta davanti all’Ambasciata della Repubblica Slovacca a Budapest, in Ungheria. Lo stesso è avvenuto di fronte alle ambasciate di Serbia e Romania per protestare contro il Trattato del Trianon, firmato il 4 giugno 1920 a Parigi, con il quale si decise lo smembramento del Regno d’Ungheria riducendo il territorio del Paese di due terzi. La polizia ungherese ha bloccato l’Ambasciata slovacca con barricate metalliche per evitare lo scontro.

La protesta è stata organizzata dal Movimento Giovanile delle 64 Contee (HVIM), e dai simpatizzanti del partito di governo Jobbik e di altre organizzazioni di estrema destra. Diverse decine di manifestanti indossavano uniformi simili a quelle illegali dei membri della Guardia ungherese. Secondo il parlamentare di Jobbik Tamás Gaudi-Nagy, è necessario mettere mano a una revisione del “diktat di pace” siglato 93 anni fa. Il Trianon, ha ribadito, può essere inteso come un tentativo per uccidere la nazione ungherese, insieme al calpestamento dei suoi diritti all’autodeterminazione.

La protesta, che è divenuta una tradizione nell’Ungheria con sogni revisionisti guidata da Viktor Orban, è stata contenuta dalla polizia e si è conclusa senza incidenti. Proprio in occasione dei 90 anni da quell’evento funesto per i nazionalisti ungheresi è stata istituita una nuova “festa” della Coesione nazionale, una sorta di lutto istituzionalizzato per la “più grande tragedia per l’”ungheresità». Con la firma del Trattato del Trianon alla fine della Prima guerra mondiale gli alleati dei vincitori (rumeni, serbi, croati, sloveni e slovacchi), che facevano parte del Regno d’Ungheria, ottenero l’indipendenza a scapito di Budapest.

 

(Red)

Immagine: trianon (blogozz.com)

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