Passioni e sogni, la moda italiana in mostra a Bratislava

La moda ha sempre avuto un posto importante nella vita delle persone. Ognuno cerca di rendere se stesso più attraente o interessante attraverso l’impiego di abiti e accessori che in qualche modo veicolano un carattere, un modo di essere. Quello che già si è, che viene così convalidato per mezzo di un abito ritenuto appropriato, o quello che si vorrebbe essere, con un “travestimento” che aiuta ad essere meglio accettati all’interno di una comunità. Abiti anche semplici possono trasmettere un messaggio forte di armonia, bellezza e seduzione che rende le persone più accette a sé o agli altri, e ne può aiutare il successo in pubblico.

Da tempo immemorabile le classi più agiate hanno fatto uso dell’abbigliamento per affermarsi, autenticando la loro posizione sociale, e migliorare la propria immagine per avvicinarsi quanto più possibile al mito divino della bellezza incarnato, ad esempio da Afrodite nel mondo greco, o Venere in quello romano. Pensiamo, nel mondo antico, a Cleopatra, il cui fascino è arrivato fino ai nostri giorni grazie al sogno incarnato di bellezza, grazia ed eleganza. E quando queste non c’erano, anche in passato, si cercava di supplire con la complicità dei sarti. Già Ovidio, nel suo L’Arte di Amare, sapeva che ai difetti del corpo si può rimediare con l’artificio dell’ingegno, elaborando abiti che li nascondano, esaltando al contempo altre parti corporee degne di essere mostrate. «Se troppo magra, indossa grosse lane, / lascia il mantello sciolto sulle spalle; / […] A scapole puntute / rimedia con sottili cuscinetti; / reggi con fascia un seno troppo stretto» (Ars Amandi, III, 256). Così da sempre, uno degli impegni dell’uomo è stato quello di ricercare l’arte di comporre su un corpo l’abito e non solo; nell’intento di raggiungere l’armonia e la bellezza.

Ma è in particolare nel XX secolo che l’abbigliamento “alla moda” è divenuto un bene alla portata di molti. E «negli anni ‘50 in Italia inizia un nuovo processo creativo, con tutte le caratteristiche di un’avanguardia, che dedica attenzione alle stoffe, al taglio, all’eleganza sublime degli abiti, intesi come opere d’arte, apprezzati nel giro di breve in tutto il mondo», ricorda l’Ambasciatore d’Italia in Slovacchia, Roberto Martini, nella sua introduzione a una mostra sul tema in apertura a Bratislava.

Quell’estro italiano che ha incantato il mondo, anche grazie alle dive americane “paparazzate” nella “Hollywood sul Tevere” con indosso capi di sartoria italiana che riempivano i rotocalchi internazionali, si è fortunatamente sempre rinnovato con genialità e inventiva fino ai giorni nostri. Quelli che un tempo erano chiamati sarti, ricorda l’Ambasciatore, diventano stilisti, la produzione cresce sempre più, la piccola bottega si trasforma in atelier: è un nuovo Rinascimento fatto di forme, colori e raffinatezza che coglie la crescente importanza sociale, culturale ed economica di un bisogno primario.

Con queste premesse apre nella capitale slovacca una mostra realizzata da Istituto di Cultura e Ambasciata in collaborazione con lo Studio Galgano di Roma, prendendo spunto dal patrimonio culturale e di tradizione che è divenuto parte importante del Made in Italy e del nostro stile di vita. Faranno mostra di sé abiti di noti stilisti come Giorgio Armani, Laura Biagiotti, Enrico Coveri, Valentino, Gattinoni, Lancetti, Missoni, Fendi, Prada, Renato Balestra, Moschino, Versace, solo per citarne alcuni. L’iniziativa apre la sesta edizione del festival italiano in Slovacchia “Dolce Vitaj”. Ognuno dei capi esposti nella rassegna è testimone del grande impegno intellettuale ed imprenditoriale italiano, che spazia dalla creatività artistica all’alta tecnologia dei materiali, fino alla professionalità della mano d’opera specializzata, che si tramanda da generazioni un raffinato “saper fare”.

La mostra sarà visibile al pubblico da mercoledì 5 giugno.

Ricordiamo il concerto che aprirà domani 4 giugno ufficialmente il festival Dolce Vitaj 2013.

Cosa: Passioni e sogni della moda italiana
Dove: Sala Dvorana, Ministero della Cultura, Namestie SNP 33, Bratislava
Quando: dal 5 al 27 giugno 2013. Aperto da martedì a domenica ore 10:00-18:00
Ingresso libero.

 

(Pierluigi Solieri)

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