Maltempo: centro Europa sott’acqua, esondata la Moldava a Praga e il Danubio a Passau

La Slovacchia è attualmente minacciata da inondazioni a causa dell’alto livello del Danubio, che arriva ingrossato dalle forti e prolungate piogge cadute nei territori dell’Europa centrale, in particolare in Germania e Repubblica Ceca. Già ieri diverse città tedesche sono finite sott’acqua, e l’esercito è stato dislocato in molte zone per arginare il fenomeno. La straordinaria ondata di maltempo degli ultimi giorni ha colpito zone di varie regioni tedesche e i militari sono intervenuti in Baviera, Sassonia e Turingia, con le città di Monaco, Dresda e Erfurt minacciate. Una condizione decisamente peggiore dell’ultimo fenomeno simile che ha sconvolto la regione, avvenuto nel 2002, secondo gli esperti. Mentre Passau (50.000 abitanti), conosciuta come la “città dei tre fiumi” per la confluenza di Danubio, Inn e Ilz al confine con l’Austria, è tra le città maggiormente colpite dalle inondazioni (vedi), dove il Danubio ha segnato già nel pomeriggio di ieri il livello record di 12,5 metri.

Praga, Isola di Kampa, 3 giugno 2013 / Fonte Meteoweb.eu

È intanto stato di emergenza a Praga, travolta dalle alluvioni, e anche in tutto il territorio della Repubblica Ceca sono state registrate frane e inondazioni (tranne, sembra, le aree di Karlovy Vary e di Pardubice), con un bilancio nazionale di vittime per il momento incerto tra quattro e sette (poco fa l’Ansa scriveva quattro), e diversi dispersi. Nella capitale ceca i militari hanno eretto barriere mobili e sacchetti di sabbia per proteggere il centro storico (patrimonio dell’umanità) dalla tracimazione del fiume Moldava, che nel 2002 lasciarono un bilancio tragico di 17 vittime e migliaia di senzatetto, senza contare gli immensi danni al patrimonio. Alcune zone della capitale sono transennate, e la metropolitana è ferma, ma sarebbero stati rafforzati i servizi di tram e autobus. L’isola di Kampa è finita sott’acqua da ieri. Anche l’accesso al Ponte Carlo è chiuso. Nella nottata erano state evacuate oltre 2.500 persone dalle aree vicine ai fiumi in tutto il Paese e sono stati stanziati 300 milioni corone per gli interventi urgenti delle amministrazioni comunali. Stamane gli evacuati sono 2.700 solo a Praga, dove nel centro città è stato svuotato ieri un ospedale e oggi sono chiuse le scuole. Evacuato anche il giardino zoologico, simbolo nel 2002 della distruzione portata dalla piena della Moldava. In città si attende l’onda di piena, che non è ancora arrivata. Dichiarato lo stato di emergenza in quasi tutto il Paese.

Passau inondata, 3 giugno 2013 / Fonte Meteoweb.eu

La situazione di pioggia incessante in centro Europa sarebbe in particolare la conseguenza di un ciclone atlantico che si è spostato dall’Italia all’Europa Centrale ed anziché ruotare da Ovest verso Est come al solito, ha ‘stallato’ su se stesso generando maltempo costante per più giorni. Questa la spiegazione data del fenomeno da Andrea Buzzi, dell’Isac Cnr di Bologna, al portale Meteoweb.eu che riporta diversi articoli aggiornati sulle condizioni meteo nell’area.

L’Austria, che pure risulta fortemente colpita, ha evacuato 300 persone nelle regioni di Salisburgo e del Tirolo, dove diversi centri abitati sono stati completamente inondati. A Linz il Danubio ha esondato e alcuni quartieri sono chiusi, e lo stesso è successo a Melk, nell’abitato ai piedi del famoso monastero.

Intanto l’OMS, scrive l’Ansa, annuncia presentando uno studio sul tema, che le inondazioni come quelle che stanno colpendo l’Europa centrale sono il disastro naturale più comune nel vecchio continente, che ha fatto più vittime nell’ultima decade. Negli ultimi 10 anni, dice il rapporto, sono stati mille i morti, e milioni di persone sono state coinvolte. L’OMS dice che senza misure preventive da qui al 2080 le persone a rischio delle inondazioni dei fiumi cresceranno di 250-400mila unità l’anno. Fra i corsi d’acqua più pericolosi sono indicati anche il Danubio e il Po.

Il Commissario UE alle Politiche regionali Johannes Hahn avrebbe intanto fatto sapere con una nota diffusa oggi a mezzogiorno che l’Europa è pronta ad aiutare Austria, Repubblica Ceca, e Germania con risorse del fondo di solidarietà UE. I tre paesi, sottolinea la dichiarazione, non hanno fatto domanda, ma hanno dieci settimane per farla e ci sono buone ragioni perché sia accolta.

(La Redazione)

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