Servizi segreti militari: commissione parlamentare lascia cadere le indagini

La Commissione parlamentare per il controllo dei servizi segreti non continuerà l’inchiesta sulla presunta appropriazione indebita che sarebbe stata portata a termine all’interno dei servizi segreti militari durante il primo governo Fico (2006-2010). A decidere in questo modo è stata la maggioranza dei parlamentari Smer-SD. Secondo uno dei membri Smer, la Commissione non è un organo investigativo e ha già superato in questo caso le sue competenze, ha scritto il quotidiano Sme. Contrariato il capo della Commissione, il deputato SDKU Martin Fedor, che ha espresso le sue proteste insieme all’ex Ministro della Difesa SaS Lubomir Galko, il quale sta raccogliendo firme per chiedere la ricusazione dell’attuale ministro Martin Glvac, alto funzionario del partito Smer.

Fino ad ora, la Commissione per i servizi segreti aveva ascoltato quattro testimoni (tra i quali il presunto autore del dossier), tre dei quali avevano fatto accuse contro i dirigenti dell’intelligence militare del tempo, mentre il caso è sotto indagine dell’ufficio del Procuratore speciale, e aveva anche fatto una visita al Ministero della Difesa.

I sospetti di appropriazione indebita riguarderebbero dei trasferimenti e vendite di immobili acquistati da entrambi i  servizi segreti militari VSS e VOS (le agenzie di intelligence e contro-spionaggio che oggi sono riunite in un corpo unico – VS). In un rapporto di 134 pagine, che Sme ha pubblicato il 16 maggio sul suo sito, le operazioni sospette sono state fatte a danno di fondi pubblici per milioni di euro, a favore di un singolo ex funzionario di VSS sotto il primo governo Fico. Il documento, che ha fatto partire le indagini, sarebbe stato ricevuto da Sme in forma anonima, e sarebbe il risultato di un’indagine interna al VSS avviata sotto il successivo ministro Galko (2010-2011).

Nel documento ci sono informazioni sull’acquisto e ristrutturazione a spese dei servizi di un immobile residenziale di lusso a Bratislava, del quale è stata successivamente decisa la vendita a prezzo scontato perché considerato eccedente le necessità dell’organizzazione. I capi delle due agenzie di allora avrebbero dovuto essere a conoscenza della manovra. Il ministro Glvac ha dichiarato pubblicamente che i sospetti erano del tutto campati in aria e tutta la vicenda era una bufala.

Sulla questione i media sono andati a nozze, e anche il Presidente della Repubblica Ivan Gasparovic ha chiesto informazioni approfondite sul caso al ministro. Glvac, da parte sua, aveva in più riprese assicurato di essere pronto a declassificare i dettagli della documentazione trapelata, anche dopo un consulto telefonico con il capo dell’Ufficio per la Sicurezza Nazionale (NBU) e il Procuratore speciale. E l’altro ieri ha detto che lo renderà disponibili i documenti dopo aver discusso approfonditamente della cosa con i due funzionari.

Secondo Lubomir Galko vi sarebbe più di un fascicolo negli archivi dei servizi segreti militari (VS) che tratta della cattiva gestione dell’ex VSS negli anni 2006-2010, e ha chiesto al Ministro della Difesa Glvac e al capo dell’attuale VS Lubomir Skuhra di vedere i documenti originali o delle copie. Galko ha descritto i servizi segreti come uno stato dentro lo stato, e Glvac un ministro incompetente che sta difendendo funzionari corrotti. Per questo, ha avviato la raccolta di firme per chiedere la sua testa, e avrebbe fino ad ora 18 delle 30 firme di deputati necessarie. Alcuni militari in servizio attivo, ex membri dell’intelligence militare, che avrebbero voluto rendere testimonianza nel caso, sarebbero perseguitati dai loro superiori e assegnati a missioni contro la loro volontà, secondo Galko.

(Red, Fonte Sme e altri)

 il ministro Martin Glvac (topky-sk)

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