Dolce giugno, Dolce Vitaj: decine di appuntamenti per l’Italia in festival


Una trentina di eventi contribuiranno ancora una volta ad effondere in tutta la Slovacchia gli aromi del bel Paese in questo mese di giugno che si annuncia fitto di appuntamenti tricolori. Dolce Vitaj 2013, il festival di cultura italiano divenuto ormai una tradizione – alla sesta edizione – recapiterà per posta rapida in varie città e cittadine della Slovacchia un po’ della nostra italianità. Eventi molteplici e mostre d’arte, teatro di strada, cinema contemporaneo, musica antica e contemporanea saranno i fili conduttori della carica di energia italica in terra slovacca. Ma non mancheranno la gastronomia e la moda, che sono tra gli elementi della tradizione italiana più riconoscibili e riconosciuti nel mondo, portavoce dell’eccellenza del “mestiere” italiano che si è sviluppato in secoli di esperienza.

Il programma della corrente edizione è stato presentato ieri in conferenza stampa a Bratislava dall’Ambasciatore d’Italia Roberto Martini, che l’ha definita una festa della creatività italiana, in tutti i settori. Era accompagnato dal Segretario della Camera di Commercio Italo-Slovacca (CCIS) Giorgio Dovigi, da Marco Gerbi dell’Istituto Italiano di Cultura (IIC) e da Michele Bologna di Enel-Slovenske Elektrarne in rappresentanza degli sponsor, tutti visibilmente soddisfatti del lavoro svolto, e del generoso e felice guazzabuglio di “cose” che distinguono la Penisola e che vale la pena di mostrare agli slovacchi. Slovacchi che del resto non hanno difficoltà ad amare tutto ciò che nasce tra le Alpi e Lampedusa (tranne, a volte, gli italiani… ;-).

Come ha ricordato Martini, ringraziando le autorità slovacche che hanno cooperato per la buona riuscita del festival, quest’anno la rassegna intende anche «contribuire a celebrare i venti anni di relazioni diplomatiche tra l’Italia e la Repubblica Slovacca» (iniziati nel 1993 con l’indipendenza del Paese). In questi due decenni «la collaborazione tra i due paesi è diventata sempre più stretta in tutti i settori, dalla cultura, all’economia, all’imprenditoria», ha sottolineato. In grande rilievo sarà inoltre il 200° anniversario della nascita di Giuseppe Verdi, ha continuato, che sarà celebrato a Bratislava con un grande concerto con interpreti slovacchi e italiani, sotto la direzione del maestro Walter Attanasi, e a Zvolen nel corso del vivace festival operistico annuale. Dolce Vitaj 2013 aprirà all’insegna dell’eleganza, ha evidenziato Martini, con la grazia inconfondibile degli abiti di noti stilisti italiani – nomi come Armani, Biagiotti, Coveri, Valentino, Missoni, Prada, Versace, e tanti altri – tutti riuniti in una avvolgente mostra dal titolo “Passioni e sogni della moda italiana”.

A parere di Giorgio Dovigi della CCIS il festival promuove anche le relazioni economiche e gli scambi, come succederà per esempio nella quattro giorni di “Viva Italia”, manifestazione che si terrà a Poprad, dove è presente una numerosa comunità di imprenditori italiani. Tra cori, concerti, spettacoli, degustazioni e cultura, una conferenza sarà dedicata all’ottimizzazione dei rapporti tra gli enti locali e gli imprenditori per sviluppare la competitività delle località turistiche.

Marco Gerbi dell’IIC ha evidenziato come lo sforzo profuso nel creare un programma ricco, forse ricchissimo (è da ottobre che ci si lavora, ha detto), è stato fortunatamente premiato dal pieno sostegno da parte di alcune imprese che ne hanno riconosciuto la validità, e che hanno in questo modo permesso di mettere in campo le numerose iniziative previste. Ha ricordato, tra le altre cose, la mostra sulla moda, che, ha detto, è cosa sicuramente attraente, ma molto macchinosa e complessa da realizzare. Lieto comunque di avercela fatta, ha evidenziato la presenza tra gli altri di un abito di Roberto Capucci. Quel Capucci che voleva vestire le donne come fossero dee.

La collaborazione artistica e culturale tra Italia e Slovacchia, ha rilevato Michele Bologna di Slovenske Elektrarne, è cosa più comune di quanto si pensi. Il maestro Attanasi che dirigerà Verdi, ha detto, viaggia continuamente tra i due paesi, e non solo porta musicisti e interpreti italiani in Slovacchia, ma fa lo stesso con gli slovacchi in Italia. Sottolineando anche la partecipazione slovacca alla Biennale d’Arte di Venezia che apre tra pochi giorni, Bologna, che è tra coloro che hanno creato il marchio/slogan del festival (dal felliniano Dolce Vita e dal benvenuto in slovacco – vitaj), ha definito Dolce Vitaj una piattaforma di cooperazione culturale.

La città di Bratislava, per parte sua, considera Dolce Vitaj il maggior progetto transfrontaliero in campo culturale che coinvolge la capitale slovacca – queste le parole di Lubomir Andrassy, capo di Gabinetto del Sindaco di Bratislava, partecipe alla presentazione. Andrassy ha definito «un grandissimo piacere» poter collaborare con le autorità italiane per dare il giusto risalto all’evento, che del resto gode del patrocinio del Ministro della Cultura Marek Madaric, del Sindaco di Bratislava Milan Ftacnik e del Sindaco di Kosice Richard Rasi.

Un caloroso ringraziamento è stato espresso anche da Bozena Krizokova, direttore generale della Sezione cooperazione internazionale presso il Ministero della Cultura, agli organizzatori di questa manifestazione, che, ha detto, è piuttosto «modesto definire “festival”».

Anche quest’anno l’arte figurativa antica avrà un posto d’eccezione al Dolce Vitaj: alla Galleria Nazionale Slovacca (SNG) si svolgerà una mostra di maestri della pittura italiana del XVI–XVIII secolo. Tra i dipinti che abbelliranno la capitale è presente una preziosa opera di Giambattista Tiepolo, proveniente come il resto dal Museo Civico di Bassano del Grappa, considerata dagli esperti un pezzo giovanile importante dell’artista veneziano.

Quanto alla musica, dopo la classica antica ci saranno alcuni assaggi delle produzioni contemporanee, con concerti tra minimalismo e “cross-over”, jazz e rock strumentale d’archi. Una piccola rassegna mostrerà il meglio dell’ultima produzione del cinema italiano, e spettacoli teatrali e performance si terranno, per grandi e piccini, in diverse location.

Ancora, mercatini di prodotti tipici regionali, un coro degli alpini (che siamo certi porteranno la loro allegria e solidarietà – nonché damigiane di grappa – anche in Slovacchia), una performance di strada di “Arti per Via” – un indefinito insieme folcloristico di “museo itinerante” e teatro di strada da non perdere – e un ricordo di Alexander Dubcek (ricordiamo che l’Italia ne ha “risuscitato” il nome quando nel 1988 l’Università di Bologna lo invitò a ricevere un dottorato honoris causa) con una mostra fotografica dello slovacco Vladimir Benka.

E infine, con il Vespa Riders Club Slovakia sarà organizzato un “Vespa Pique-Nique”, un raduno del mitico scooter che si terrà presso l’area commerciale di Eurovea a Bratislava.

Il programma del festival è già disponibile sul sito www.dolcevitaj.eu. Restate connessi per le prossime informazioni.

(Pierluigi Solieri)

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