Medici: da luglio sanzioni più severe

Grazie al sostegno del partito di governo Smer-SD è passata al Parlamento slovacco una nuova versione del regime sanzionatorio del personale sanitario, più rigida, che dovrebbe entrare in vigore già a partire da luglio di quest’anno. I medici e gli operatori della sanità che non si presentano al lavoro quando viene dichiarato dal governo lo stato di emergenza, e dunque mette in pericolo la vita delle persone, potrebbe ora trovarsi a rischiare  fino a cinque anni di carcere, la perdita dell’iscrizione agli albi per 10 anni e una serie di multe.

La legge di Smer non è proprio piaciuta dai professionisti del settore sanitario, e le loro organizzazioni sindacali, insieme ad alcuni membri dell’opposizione, sostengono che si tratta di una ingiusta criminalizzazione dei medici. Gli operatori hanno cercato di fare appello al Primo Ministro Robert Fico (Smer-SD) e ai parlamentari protestando davanti al Parlamento per fermare l’adozione della nuova normativa, ma senza successo.

I ministeri della Sanità e della Giustizia slovacchi hanno difeso il disegno di legge. Secondo il capo della Giustizia, Tomas Borec, una situazione di crisi potrebbe sempre emergere. Ed è naturale la necessità del governo o dello Stato di poter contare su uno strumento che garantisca la salute delle persone e la tutela della loro vita.

Nell’autunno del 2011 i medici ospedalieri rassegnarono in massa le loro dimissioni in una protesta clamorosa per il miglioramento delle loro condizioni. Quando il governo di Iveta Radicova decise di dichiarare lo stato di emergenza, molti medici non si presentarono comunque al lavoro. Più tardi, l’esecutivo si accordò con la categoria per aumenti salariali e altre garanzie che a tutt’oggi non sono ancora state completamente assolte.

(La Redazione)

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