Parlamento UE, crisi bancaria: salvati i piccoli risparmiatori

La Commissione agli Affari economici e monetari dell’Europarlamento ha adottato lunedì un meccanismo di sostegno alle banche in difficoltà. I deputati europei hanno rifiutato l’idea di ricorrere ai depositi sotto ai 100.000 euro, considerando che le grandi fortune e gli obbligazionisti riusciranno a compensare le perdite delle banche.

Le banche non sono altro che istituti che prestano i soldi che i propri clienti e obbligazionisti hanno depositato. Nonostante ciò, se i prestiti che vengono fatti non sono rimborsati in tempo, le banche rischiano di non poter più pagare gli interessi che devono ai propri clienti. In questo caso hanno bisogno di un aiuto dall’esterno. Ma come?

Le regole adottate dalla Commissione agli Affari economici e monetari prevedono che i proprietari di una banca in difficoltà – in altre parole, gli azionisti della banca – dovranno essere i primi a pagare per assorbire le perdite. Se questa operazione non fosse sufficiente, toccherà intervenire agli obbligazionisti. Solo in una terza fase, per il salvataggio della banca, verranno compromessi i depositi che superano i 100.000 euro. Al contrario, i depositi inferiori a 100.000 non saranno toccati beneficiando della legge sulla garanzia di deposito.

Nella più parte dei casi, sarà comunque necessario ricorrere ai soldi pubblici… in questo caso lo Stato potrà offrirsi come garante, integrare una parte della perdita o semplicemente nazionalizzare temporaneamente l’istituto di credito.

Inizialmente, durante la recente crisi bancaria di Cipro, il ricorso ai depositi di meno di 100.000 euro era stato preso in considerazione, e poi scartato.

(Red)

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