Obbligo di segnalare i soggiorni all’estero: Kalinak, non saranno tutti multati in automatico

L’obbligo di segnalare se si va all’estero per oltre 90 giorni è un beneficio per i cittadini, ha detto il Ministro dell’Interno Roberto Kalinak (Smer-SD) al programma della TV di Stato “O 5 Minut 12” domenica. Se il suo dipartimento conosce l’indirizzo dei cittadini e residenti mentre si trovano in un paese straniero, potranno essere in grado di informarli su possibili sequestri di loro proprietà, successioni o altre importanti questioni ufficiali.

Il provvedimento era contenuto in una modifica alla legge sulla residenza che il Parlamento ha approvato il 16 maggio, e che stabilisce tra le altre cose la necessità che chi rimane all’estero per più di 90 giorni deve informarne le autorità dello Stato. I trasgressori saranno multati. La manovra è stata vista da molti cittadini come un ritorno al passato, quando durante il comunismo erano tutti schedati. Sui social networks e nei commenti degli articoli sui media sono piovute sul ministro ogni tipo di critiche e anche di battute salaci con un gusto ironico e sarcastico unico. Su Facebook è anche stato prontamente creato un gruppo apposito dove gli utenti hanno iniziato scherzosamente a segnalare il cambiamento della loro “posizione” al Ministero dell’Interno.

Alcune personalità dell’opposizione, come il conservatore Peter Osusky di OKS (eletto nel partito OLaNO) hanno fortemente combattuto il provvedimento, definendolo idiota ad esempio per gli studenti slovacchi che vanno all’estero per un programma Erasmus, o per chi va in una spedizione scientifico-sportiva che in tre mesi si può trovare a passare diverse frontiere e non ha di certo un “indirizzo” di domicilio da fornire alle autorità, tanto meno in anticipo.

Lucia Zitnanska di SDKU-DS, presente al programma come opponente di Kalinak, ha parlato di “bullismo di Stato” e di cittadini indignati e timorosi di uno Stato che abusa del suo potere nel controllarli e voler sapere dove si trovano in qualsiasi momento.

Kalinak ha ricordato che l’obbligo di informare dei soggiorni all’estero è in una legge che esiste da 15 anni. L’unica cosa che il ministero ha cambiato è stata la formulazione della legge, da “riferirà” a “obbligo di riferire”. Il ministro aveva anche detto venerdì che le persone che non si segnalano alle autorità non saranno automaticamente multate. L’ammenda (al massimo 33 euro, assicura Kalinak) sarà inflitta solo in caso la mancata segnalazione di un soggiorno prolungato all’estero si traduca in danni.

I partiti di opposizione hanno intanto chiesto al Presidente Ivan Gasparovic di non firmare l’emendamento, affermando che esso interferisce con il diritto personale alla privacy delle persone.

(Red)

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