Sugli Alti Tatra

Dal blog di maria rosaria – Che  ami più il mare che la montagna è risaputo, ma questo non significa che non so apprezzarla. Diciamo che se posso scegliere preferisco andare verso sud, ma anche la direzione nord non è così male. E la mia montagna sta a nord. Ciò che del nord mi preoccupa è la neve, il ghiaccio perché, inesperta come sono, non saprei fronteggiarli. Ma se devo farlo…

Gli Alti Tatra non sono le mie montagne, ma ero lì in compagnia di persone che li conoscono abbastanza bene e mi sono fidata di loro. Dissero di portare indumenti caldi perché c’era ancora un po’ di neve oltre i 2000 metri ed io portai indumenti caldi. Poi trovammo almeno 25 gradi…sudore a josa…pazienza. Neve e ghiaccio, seppur a tratti, non mancavano e quando soffiava il vento era come fare le saune finlandesi.

Avremmo dovuto prendere la funivia per arrivare sulla vetta più alta delle uniche montagne slovacche che sembrano nate dal nulla tra la pianura, ma il vento non lo permise…pazienza: la montagna sa riservare sorprese e così gli amici proposero in alternativa di passeggiare (!!!) per crinali per andare a vedere un ruscello con relativa cascatella. Chiesi la difficoltà e il tempo previsto per la scarpinata. Risposta :facile, circa 20 minuti. Ok, si può fare (forse).

 L’autista del bus ci salutò e ci dirigemmo  per il sentiero che inizialmente presentava solo un po’ di neve sporca e semisciolta. Camminando camminando, però…

-Ehi, ma dove andiamo? Qui c’è ghiaccio, non ho scarpe adatte. Non è meglio tornare indietro?

-Ma no, è facile e poi il ghiaccio sarà solo in qualche curva a nord, dai. Guarda che bello che è qui!

Sì, per essere bello era bello: l’aria, il cielo, il vento profumato, la voce degli alberi e del ruscello, il lago gelato, la compagnia. Tutto bello, ma io con le mie Hogan da passeggio iniziavo a scivolare…

Intanto il sentiero si faceva sempre più stretto, sempre più pietroso e più innevato e ghiacciato. Attorno a me conifere e alberi che stavano mettendo i germogli e attorno a me anche la desolazione tristissima di intere fiancate di montagna con alberi spezzati, tronchi accatastati alla meno peggio, cespugli e arbusti a bloccare strade, ruscelli e sentieri. I colleghi mi spiegarono che nove anni fa un vento micidiale distrusse migliaia e migliaia di alberi che rimasero a marcire a terra e i tronchi secchi furono facile preda di un coleottero che si insinuò così in tutti i boschi dei Tatra, attaccando anche gli alberi che si erano salvati dal tornado e che ora sono ammalati e fragili ad ogni soffio di vento appena più forte. Occorrono milioni e milioni di euro per bonificare e rimboschire la vastissima zona colpita dal disastro ambientale e la Slovacchia non è l’Austria o la Svizzera o l’Italia del nord. E così la mattanza di alberi continua, la zona è sempre più esposta agli incendi e alle frane ed è davvero tristissimo vedere certe fiancate. Per gli slovacchi è un dolore fortissimo perché amano queste loro montagne che dividono con la Polonia, che hanno piste da sci ben attrezzate e che sono ricchissimi di fauna.

Alti Tatra, dopo la bufera di vento del 2004 (foto_tvnoviny.sk)

Alla prima curva in discesa del sentiero ecco le prime cadute. C’era  ghiaccio durissimo e si camminava come sull’olio. Cercai due robusti rami a mo’ di bastone e cominciai ad andare di tallone e a 3 metri all’ora…

 Trascorsa la prima ora eravamo nemmeno a metà percorso. La cascata sembrava vicina, sembrava…si saliva e si scendeva su sassi e tratti pianeggianti sempre più ghiacciati con borsetta a tracolla che andava di qua e di là e che alla fine appesi al collo per avere le mani libere e con le sneakers da città in pelle e  camoscino, para di gomma, tacchetto e strass che si staccavano ad ogni affondo! Le cadute e gli scivoloni del gruppo iniziarono a non contarsi più. Decisi di posare la fotocamera e di concentrarmi per cercare di non rompermi l’osso del collo. Non so come, ma riuscii ad arrivare alla cascata senza poggiare il sedere per terra, ma due storte alla caviglia non riuscii ad evitarle.

Bella la cascata, bella bella, ma per andare avanti occorreva attraversare un guado di acqua freddissima. Tornare indietro? Impossibile: il bus era già giù, allo chalet dove poi avremmo pranzato e la fame cominciava a farsi sentire. Quindi avanti tutta!

Arrotolai i jeans al ginocchio e dissi addio alle mie amate Hogan…slpash, splash, splash…aggrappata a ramoscelli, chinata carponi, seduta su massi sporgenti per scivolare piano…inzuppata fino alla coscia, borsetta tenuta coi denti per evitare di bagnare cellulare e fotocamera. Evviva la montagna!!

Voi siete mattì! –urlai agli amici slovacchi che ridevano – vi aspetto sull’Etna per vendicarmi!!

Intanto altri cadevano come birilli e già prevedevo una nottata in bianco perché la mia collega di stanza aveva battuto fortemente un ginocchio che era già gonfio.

Il sentiero era trafficatissimo di gente attrezzata per le scarpinate di montagna,appunto! Mi aggrappavo a chiunque mi tendesse una mano vedendomi in difficoltà, persino alla giacchetta di un bimbo mentre scivolavo sul ghiaccio. Fiatone a trombone e crampi alle caviglie e allo stomaco per la fame.

 Erano trascorse oltre due ore e alla fine, non so davvero come, arrivai al ristorante senza ossa rotte. Lo chalet era confortevole e con tanto di camino acceso e, senza chiedere nessun permesso, tolsi  scarpe e calzini bagnati, li misi ad asciugare e a piedi nudi mi sedetti a tavola a gustare un brodino di verdure. Quando servirono un buon secondo di carne, la mia collega slovacca mi chiese se l’indomani volevo fare rafting sul Danubio. Indovinate voi quale fu la mia risposta…

(di maria rosaria dal suo blog – anche le immagini tranne ove indicato)

2 Commenti

  1. Buongiorno Slovacchia!
    Grazie per la pubblicazione del mio post e grazie anche per la foto presa in prestito da questo sito.
    Da più anni per lavoro vado in Slovacchia e l’apprezzo sempre più. Inoltre lì ho dei colleghi davvero fantastici, persone garbate, allegre, sincere con le quali si sta davvero bene.
    Nonostante le mie “comiche disavventure” sugli Alti Tatra,se qualcuno mi chiedesse consiglio su dove andare in montagna, consiglierei sicuramente anche le vostre belle montagne.
    Non è la prima volta che scrivo sulle mie sempre piacevoli esperienze in Slovacchia e il post che ancora mi emoziona rileggere è questo :

    http://ili6.wordpress.com/2011/04/25/contro-ogni-regime-ed-ogni-oppressione/#comments

    Un saluto e un sorriso,
    cordialmente
    Maria Rosaria

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