Sei gruppi di ricercatori studieranno soluzioni per lo sviluppo della regione del Danubio

La Commissione Europea ha presentato ieri a Bratislava sei team di scienziati che dovranno lavorare sulla promozione e lo sviluppo economico della regione danubiana. Alla presenza dei rappresentanti dei 14 paesi della regione del Danubio, la presentazione ufficiale ha visto partecipare anche il Commissario europeo per le Relazioni interistituzionali e l’Amministrazione, lo slovacco Maros Sefcovic, e il Premier slovacco Robert Fico.

Le sei squadre tratteranno temi quali l’acqua, il suolo, la bioenergia, l’aria, lo scambio di dati e l’armonizzazione e la specializzazione intelligente, concentrandosi sul targeting di sostegno alla ricerca e all’innovazione.

Il Commissario europeo per la Ricerca, l’innovazione e la scienza, Maire Geoghegan-Quinn, il progetto è un eccellente esempio di cooperazione sovranazionale nel campo della ricerca e delle politiche, che imposta un punto di riferimento per l’UE e anche oltre.

I gruppi di lavoro focalizzati su acqua, suolo, bioenergia e aria si occuperanno di queste fonti principali dal punto di vista della tutela ambientale, l’irrigazione, lo sviluppo agricolo e l’energia. Il team incaricato dello scambio di dati e dell’armonizzazione dovrebbe contribuire a uno scambio più semplice delle informazioni in settori quali la biodiversità, la morfologia fluviale, il rischio di inondazioni e siccità, i raccolti, le risorse energetiche e le potenziali fonti di energia. La squadra impegnata nella specializzazione intelligente dovrebbe occuparsi principalmente di concentrare le risorse verso le priorità scientifiche fondamentali in base al potenziale economico della regione del Danubio.

Nella conferenza dedicata all’evento, organizzata dal governo slovacco insieme al Centro comune di ricerca (CCR), il Premier Fico ha detto che la Strategia per il Danubio deve coinvolgere la responsabilità comune dei paesi sulle rive del più lungo fiume d’Europa per il proprio sviluppo e il successo nel continente, ed evidenziare il significato dell’UE in un mondo globalizzato.

La strategia, presentata nel 2010, mira a rafforzare lo sviluppo della regione del Danubio, che si estende su parti di otto paesi europei (Germania, Austria, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Bulgaria e Romania) e sei paesi non UE (Croazia, Serbia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Ucraina e Moldavia). Nel complesso, interessa un territorio che collettivamente ospita più di 100 milioni di persone.

(Red)

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