Centinaia di insegnanti in protesta a Bratislava per chiedere più risorse per la scuola

Centinaia di lavoratori del sistema educativo slovacco hanno partecipato l’altro ieri 7 maggio a una manifestazione di protesta per le strade di Bratislava. Insegnanti e personale non docente hanno chiesto, dispiegando grandi striscioni davanti all’ufficio del governo, l’introduzione di modifiche al sistema che includano aumenti agli stipendi e ammodernamento delle strutture, con maggiori fondi per le scuole e un miglioramento del livello di vita degli insegnanti. Solo in questo modo, pensano, è possibile salvare l’educazione in Slovacchia.

Il capo dei sindacati di settore Pavel Ondek ha tra le altre cose ribadito la difficile situazione del personale non docente, con stipendi «sull’orlo della povertà». I manifestasnti si sono poi recati in marcia al Parlamento, dove era in programma una riunione della Commissione per l’istruzione che doveva discutere una relazione sullo stato dell’istruzione in Slovacchia presentata dal Ministro dell’Istruzione Dusan Caplovic (Smer-SD). Nel documento, i rappresentati degli insegnanti vogliono integrare, oltre ai punti salienti delle loro richieste, anche una incremento del finanziamento annuale della scuola in Slovacchia di 200 milioni di euro. La relazione infatti non prevede alcun dettaglio sulle risorse da fornire al settore, dettagli che inizialmente erano stati inseriti per poi essere cancellati. Nella relazione attuale il ministro propone che il governo aumenti gradualmente la spesa per l’istruzione fino a raggiungere il 6% del PIL entro il 2020. Quanto ai fondi investiti nella scuola oggi la Slovacchia è in coda alla lista dei paesi OCSE, insieme all’Italia.

(Red)

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